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Pescara, il sindaco incontra Pasquale Rigante, il papà dell’ultras ucciso

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 2:04

pasqualerigantesindacoPescara. Vari gli appelli alla calma lanciati da Pasquale Rigante durante i giorni di tensione successivi all’omicidio del figlio Domenico, l’ultras 24enne ucciso da un colpo di pistola la sera del primo maggio. Oggi il sindaco ha ricevuto in municipio il papà del ‘gemellone’, per ringraziarlo ancora una volta.

Fu l’accorato appello di Pasquale Rigante a sciogliere fila e tensione dei 1500 pescaresi indignati e agitati che la mattina del 6 maggio avevano affollato la piazza del Comune per manifestare pubblicamente l’indignazione contro la frangia criminale della popolazione rom stanziata a Pescara. E furono ancora le parole del papà del ‘gemellone’ ucciso da un colpo di pistola a chiedere, nel giorno dell’arresto dei cugini Ciarelli, i rom accusati dell’omicidio, di rinunciare a faide e vendette. La calma invocata dal signor Rigante, unitamente alle successive operazioni di polizia, hanno ‘salvato’ la situazione, evitando che la rabbia degenerasse in ulteriori tragedie.

Oggi il sindaco Albore Mascia ha voluto incontrare Pasquale Rigante, per ringraziarlo in maniera ufficiale. “Un incontro particolarmente emozionante che ho fortemente voluto per ringraziare Pasquale Rigante per la grande forza dimostrata nei momenti più difficili della sua vita”, dice il sindaco, “L’ho ringraziato per il senso di responsabilità che ha sempre saputo dimostrare, per l’aiuto che mi ha dato nel mantenere la calma tra quei ragazzi che chiedevano giustizia per il loro amico, per il fratello, per il compagno e per il papà scomparso”.

Il primo cittadino descrive Pasquale Rigante “, una persona straordinaria che, già nei giorni più drammatici, nonostante la tragedia personale che stava vivendo, nonostante il caos che lo circondava, ha saputo mantenere un sangue freddo e una calma eccezionali, riuscendo a gestire la situazione in maniera encomiabile, e, al tempo stesso, provvedendo a tutti gli adempimenti necessari, occupandosi della famiglia, degli altri figli, Antonio e Francesco, evidentemente distrutti dall’omicidio, e anche di Angela e della piccola Angelica, la compagna e la figlioletta di pochi mesi di Domenico”.

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