Pescara, Arcigay sul convegno al Marconi: “Di omofobia si muore”

Pescara. Non si placa, a Pescara, la polemica per la partecipazione di due relatrici dell’Associazione nazionale Arcilesbica all’incontro formativo organizzato, sul tema della discriminazione sessuale e del bullismo, al liceo ‘Guglielmo Marconi’ lo scorso 6 marzo.

A sollevare le proteste un gruppo di genitori che, guidati dalla rappresentante del Consiglio d’Istituto, mamma di uno degli alunni della scuola, nonché referente provinciale di Fdi-An, Carola Profeta, contestano fermamente l’insegnamento della cosiddetta teoria del gender all’interno delle scuole e parlano di “indottrinamento degli alunni” da parte degli insegnanti; dall’altro tutti coloro che rifiutano l’esistenza della teoria gender e sottolineano le finalità educative, anche su temi extracurricolari, delle istituzioni scolastiche.

Ribatte, oggi con una nota, il presidente dell’Arcigay Pescara, Gianni Di Marco, che esprime “piena solidarietà alla Dottoressa Elena Toffolo e alla Professoressa Lucia Caponera, che hanno svolto il loro lavoro e la loro opera di educazione civile dettata dal ruolo che rivestono”.

Di Marco esorta “le istituzioni a divulgare sempre di più nelle scuole di ogni ordine e grado, una coscienza civile che rappresenta l’educazione umana al rispetto del prossimo e delle differenze, affinché non si verifichino mai più episodi dettati dal classismo, dall’odio di genere e xenofobo, che vedono coinvolte persone straniere, omosessuali e le donne sempre più sono vittime di femminicidio”.

“Ricordiamo inoltre alla Signora Profeta”, conclude Di Marco, “che di bullismo, di omofobia e di xenofobia si muore e che questi tre fattori sociali sono alimentati da una sorta di distorto moralismo che vuole imporre la propria volontà su di una società che a dispetto di ognuno, riesce a crescere, ad andare avanti e ad evolversi diventando sempre più civile”.