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Asfalto e lavori in Parco Abruzzo, interrogazione al Parlamento Europeo di Pedicini

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 17:55

Villavallelonga. Il portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini ha presentato un’interrogazione per chiedere che la Commissione europea risponda rispetto a possibili rischi ambientali che potrebbero subire alcune aeree verdi protette ricadenti nel Parco nazionale d’Abruzzo tra i Prati d’Angro fino alla Fonte dell’Aceretta,

del comune di Villavallelonga, dove sono stati programmati lavori di manutenzione e asfaltatura di un tratto di strada sterrata lungo un chilometro e mezzo.

Nell’interrogazione è stato evidenziato che l’asfaltatura del tratto di strada sarebbe propedeutica alla realizzazione dell’impianto di risalita a funi di Aceretta-Pescasseroli dal costo di due milioni di euro e la realizzazione di un non definito impianto di produzione di energia da legno finanziato con tre milioni e settecentomila euro.

Le due realizzazioni sono previste nel Programma triennale delle opere pubbliche 2014-2016 del Comune di Villavallelonga (http://www.comune.villavallelonga.aq.it/node/554).

L’interrogazione del portavoce eurodeputato del M5s è stata presentata a seguito delle denunce di cittadini e associazioni ambientalistiche della zona è ha una particolare importanza considerato che i lavori dovrebbero essere eseguiti nel perimetro del Parco d’Abruzzo che rientra nei siti tutelati dalla Rete Natura 2000 (strumento della politica Ue per la conservazione della biodiversità), in quanto contiene al suo interno varie specie vegetali ed animali a rischio di estinzione tra cui l’orso bruno marsicano.

Alla Commissione europea sono stati posti due precisi quesiti: 1) Se è a conoscenza del caso descritto e se ritiene che la presenza del tratto di strada asfaltato e la realizzazione di un impianto di risalita siano compatibili con la normativa a tutela delle aree protette? 2) Quali azioni intende intraprendere affinché si proceda alla riparazione e alla prevenzione di ulteriori danni ambientali, nonché al ripristino dello stato dei luoghi dell’area protetta?

Nell’interrogazione Pedicini ha infine sottolineato che le direttive europee che riguardano le problematiche poste sono due: la 92/43/Cee, sulla conservazione degli habitat naturali e semi-naturali e della flora e della fauna selvatiche, e la 2004/35/Ce, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale.

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