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Rocca Calascio, volo aquila reale: la replica del falconiere

Ultimo Aggiornamento: martedì, 24 Dicembre 2019 @ 13:41

Il falconiere Giovanni Granati replica alle esternazioni della Stazione ornitologica abruzzese sulla vicenda dei divieti imposti nell’area di Rocca Calascio sui voli delle aquile reali.

 

“Nel comunicato troviamo queste 5 ripetizioni di argomento per valorizzare e distorcere la realtà”, sottolinea in una nota il falconiere.

a) Il falconiere fa spettacolo come il circense e trae profitto dagli animali

b) Abbiamo numerose pubblicazioni scientifiche quindi siamo i più intelligenti e superiori in Abruzzo

c) L’aquila nata in allevamento è pericolosa

d) La nostra è un’associazione onlus di volontari

e) La falconeria è caccia

Rispondendo a queste 5 argomentazioni in modo schematico

a) Il parere negativo è stato dato sul volo libero di un aquila che, seppur nata in allevamento, ha il diritto di poter volare libera e non sulla dimostrazione di volo in se. La mia perplessità quindi nasce dal fatto che trovo assurdo che un’ambientalista o un ente che dice di rispettare la natura possa dire ad un aquila di non volare.

b) Pare di aver capito che la vostra associazione è un organo supremo capace di attaccare fisici, chimici, esperti nei settori naturalistici, vulcanologi, scienziati, politici, etologi ecc. e su vari ambiti che vanno dalle valanghe al semplice volo di un Aquila. O sbaglio? Se così, vi ringraziamo di esistere perché grazie a voi il mondo potrà essere un giorno un posto migliore; aspettiamo tutti con ansia la prima spedizione Abruzzese su Marte.

Tralasciando l’ironia, personalmente sto pubblicando due articoli su rivista scientifica internazionale e sono stato invitato al Symposium 2020 in Texas Tralasciando l’ironia, personalmente sto pubblicando due articoli su rivista scientifica internazionale e sono stato invitato al Symposium 2020 in Texas (riunione di esperti nella riabilitazione e problematiche inerenti agli animali a rischio estinzione) e al meeting di primavera del peregrine fund (idaho), l’associazione storica di falconeria che ha salvaguardato da rischio estinzione il falco pellegrino nel nord america; e lo sto facendo proprio presentando un progetto sulle moderne tecnologie che comprende anche le microcamere per l’osservazione del volo dei rapaci in riabilitazione che il dott.re pellegrino ha criticato nel suo ultimo articolo discreditando ancora una volta il mio operato.

 

c) L’aquila reale in questione non caccia ed è etologicamente provato che il semplice sorvolo non può recare alcun danno agli animali; in particolare poi viene fatta l’osservazione che esistono addirittura 22-25 coppie di reali nel territorio. E con 50 aquile reali in volo (personalmente non ne ho mai vista una nei cieli di Calascio) Inca per 1-2 giornate al mese e per 20 minuti di volo può creare tutto questo disastro?

d) L’associazione è una onlus. Quindi immagino che per tutti i progetti di osservazione e inanellamento vengano fatti in maniera gratuita vero?

e) La falconeria storica è caccia e viene regolamentata dalla legge 157. In questa epoca la falconeria ha preso anche altri settori tra cui anche le dimostrazioni di volo libero tutelate anche dalla IAF (associazione mondiale della falconeria). Sembra quasi che questa argomentazione venga più volte spolverata per creare scompiglio nel gruppo della falconeria quindi e rendere più attaccabile il gruppo. Fortunatamente la forzatura mediatica che la vostra associazione sta portando avanti con tanto accanimento nei miei confronti non potrà dividere un gruppo che sempre più sta trovando unione in una tradizione insita nell’uomo da ormai 5000 anni.

Giovanni Granati dopo gli studi accademici in Economia decide di trasferirsi sul territorio di Calascio 15 anni fa per praticare l’arte antica della falconeria patrimonio UNESCO a contatto con la natura Abruzzese. Il terremoto, il crollo dell’economia locale, lo obbligano a spostarsi nel versante Teramano, ma lui, innamorato dei luoghi di origine e rispettando le naturali attitudini di volo dei rapaci continua a volare le Aquile sui monti. Presentatore della rubrica Wildman su canale 5 da ormai 6 anni, scrive per lo stesso magazine dell’arca; Giovanni si appassiona alla riabilitazione dei rapaci selvatici ed incomincia un importante studio sperimentale con le moderne tecnologie che lo porta a visitare i principali centri di riabilitazione a livello mondiale. Attualmente è inserito in un progetto di reintroduzione delle Aquile reali in California, parteciperà come unico Italiano al Symposium 2020 (riunione mondiale sulla tutela degli animali selvatici) in Texas, al meeting di primavera del peregrine FUND (associazione che ha evitato l’estinzione del falco pellegrino nel Nord America). In pubblicazione su rivista scientifica internazionale con un programma di allenamento mirato al recupero muscolare dei rapaci feriti, ideatore di un integratore per rapaci per il recupero della forma fisica (prossima pubblicazione scientifica), ha scritto tre libri; l’ultimo un manuale sulle moderne tecnologie applicate in campo della riabilitazione in uscita Canada (hancock house). Ha partecipato a vari documentari, per il national geograpich (above the law isola Lesbo) , varie trasmissioni televisive sponsorizzando sempre i luoghi e le eccellenze locali (Freedom, geo&geo, sereno variabile, Arca di Noè ecc). Organizza in collaborazione con UNITE (università di Teramo) seminari sui principi della falconeria ed etologia dei rapaci nati in cattività. E’ protagonista del film OVERLAND FALCONRY, film sulla falconeria a livello mondiale che uscirà tra il 15 e il 25 Gennaio in California(in cui sono presenti anche i territori di Calascio) e del film documentario FALCONG . Vicepresidente del comitato GAIA con delega alla fauna selvatica dell’associazione ambientalista l’AltraItalia Ambiente, membro del GFI (gruppo falconieri Italiani) affiliato alla IAF (international association Falconry) Granati ha instaurato negli anni importanti relazioni con personaggi di spicco nel panorama della falconeria mondiale, portando in visita numerose autorità nel territorio Abruzzese tra cui il presidente Kazako AAFF Bakyt Qarnaq e lo sceicco 5k.

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