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Rocca Calascio, il volo delle aquile vietato: la lettera aperta

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 26 Dicembre 2019 @ 15:07

Una lettera aperta inviato al presidente dell’Ente Parco e al Governatore della Regione Abruzzo. E’ quella che ha scritto Giusy Branella, medico veterinario, sulla vicenda legata al divieto delle dimostrazioni, a Rocca Calascio, del falconiere Giovanni Granati.

 

LA LETTERA

“Ritengo che prima di prendere tale posizione codesto Ente”, si legge nella lettera, “avrebbe dovuto attentamente valutare chi fosse il richiedente, le sue capacità professionali e le modalità con cui svolge il proprio lavoro.
A seguito di tale provvedimento chi ha presentato l’esposto nei confronti di Giovanni Granati, ha rilasciato dichiarazioni diffamanti, offensive rischiando di incorrere nel reato di danno all’immagine, definendolo al pari di un “circense” dedito allo sfruttamento degli animali per scopo di lucro. Il presidente del SOA a mezzo stampa si è rivolto con toni inopportuni anche nei riguardi delle centinaia di dimostrazioni di solidarietà che si sono mosse sui social e tramite i media, nei confronti del falconiere.
Ebbene si, spett.le Ente, centinaia e centinaia di disapprovazioni per questa scelta, ritenuta dalla maggior parte della gente e di chi conosce Granati, eccessiva, e fuori luogo.

Sono quindici anni che Inca, l’aquila reale di Falcong, viene fatta volare durante i famosissimi Festival delle aquile, e mai nessuno ha rilevato danni o ripercussioni sulla fauna selvatica, compresi i vostri esperti, che in tutti questi anni, seppur a conoscenza dei voli di Inca ( circa solo 20 minuti) non hanno mai mosso nessun divieto o revoca autorizzazioni. Perchè, al contrario di quanto dichiarato sui giornali, Granati è stato autorizzato dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia e dal Comune. Nessuna di queste amministrazioni ha mosso contrarietà e tanto meno ha ricevuto vostra comunicazione. E infine nemmeno chi ha presentato l’esposto adesso, dopo anni e anni, risulta aver fatto grandi battaglie di opposizione — La gente si chiede giustamente le motivazioni, improvvise dello scaturire dei timori nei riguardi del volo di un’ aquila reale e delle attività del Falconiere. Lo sapremo in seguito per caso? Quando Inca volerà altrove e verremo a conoscenza di nuove scoperte, nuovi studi e attività in quell’area?

Mi unisco alle centinaia di persone che vogliono tornare a Rocca Calascio per vedere nuovamente Giovanni Granati che con la sua passione per i suoi animali, mostra le peculiarità della sua aquila reale, la sua bellezza e la sintonia che lui è riuscito a instaurare con lei. Niente a che fare con chi sfrutta gli animali, li tiene in prigione o li maltratta.
Se nel direttivo dell’Ente Parco, nessuno, nonostante fosse a conoscenza dei voli di Inca, abbia mai assistito , suggerisco di farlo e se non è insensibile allo spirito e all’essenza di un animale, si renderà conto che non c’è alcun chè di negativo in tutto questo.
Codesto Ente ha rilasciato parere negativo sulla base di un esposto, dopo essere stato per lunghi anni tacitamente consenziente alle suddette attività, chiediamo una rivalutazione della questione, prendendo in esame il soggetto che le svolge, la sua professionalità, le modalità con cui si prende cura dei suoi animali e il rispetto che rivolge alla fauna del parco e non solo, ma anche alla diffusione del giusto rapporto con gli animali, alla guida alla conoscenza dei rapaci e all’educazione dei tantissimi bambini affascinati dal mondo delle aquile.
Spesso è il buon senso che deve guidare le decisioni e non una fredda valutazione generica”.

-- FINE ART -

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