L’Aquila, protesta dei migranti nel centro di accoglienza di Pettino

Momenti di tensione stamani all’Aquila, nel quartiere di Pettino, in una struttura che ospita un centro di accoglienza straordinaria per i migranti.

 

Un gruppo di una quindicina di extracomunitari, secondo quanto si è appreso, ha inscenato una forma di protesta, minacciando di fuggire dalla struttura: l’azione nascerebbe dal fatto che lo spazio ospita contemporaneamente migranti trovati positivi al coronavirus ma anche persone negative ai test. Queste ultime avrebbero chiesto la tutela delle proprie libertà individuali “con un trattamento meno restrittivo”.

 

I responsabili del centro, che fa capo a una società privata che ha sede legale a Pizzoli, hanno ribattuto che tutto viene gestito secondo le norme e rispettando da un lato le libertà individuali dei cittadini che sono negativi al test e dall’altro la necessità di porre in isolamento le persone positive. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la polizia che hanno controllato la situazione e raccolto le testimonianze degli ospiti per fare un quadri della situazione.

 

Nei giorni scorsi c’erano state polemiche su il trasferimento all’Aquila di un gruppo di migranti spostati da Paterno, frazione del comune di Avezzano, e una protesta da parte di cittadini di un insediamento residenziale nella frazione aquilana di Sant’Elia per la presenza di stranieri in una struttura diroccata nelle immediate vicinanze delle villette.

 

Luigi D’Eramo(Lega). “Ciò che è accaduto questa mattina all’Aquila conferma tutti i timori espressi dalla Lega, a più riprese, in questi mesi”. Lo dice il coordinatore regionale della Lega, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, a proposito di quanto accaduto al centro di accoglienza straordinaria di Pettino. “Avevamo già denunciato – attacca D’Eramo – l’inadeguatezza della situazione. A partire dall’arrivo di migranti che vengono sistematicamente trovati positivi al coronavirus solo una volta sul territorio, con dubbi enormi sulla regolarità dei controlli che dovrebbero essere effettuati a monte;e poi ancora sull’idoneità delle strutture preposte all’accoglienza che vengono reperite sul territorio.

 

La “rivolta” dei migranti di questa mattina all’Aquila palesa tutte le difficoltà della convivenza forzata all’interno dei Cas. E’ pressoché impossibile gestire serenamente persone positive e negative, con le relative prerogative, inoltre,è inammissibile che la tranquillità e la sicurezza di interi quartieri possa essere minata da questi arrivi scriteriati.

Sono a rischio ordine pubblico e diritto alla salute dei cittadini che vivono sui territori. La misura è colma: la Lega è pronta ad innalzare il livello della mobilitazione. Basta con gli arrivi, basta con le tensioni, basta con controlli fasulli: combatteremo per ripristinare la normalità e il diritto a vivere serenamente”.