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Alfedena, ponte Riotorto: genitori degli studenti-pendolari scrivono a Del Corvo

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 18:50

ponte_riotorto1Alfedena. Il “ponte è rotto”: disagi per gli studenti, per i pendolari e l’economia di cinque paesi del parco Nazionale. Si tratta del ponte del Riotorto lungo la Marsicana ad Alfedena, importante arteria strategica che garantisce l’accesso a Castel di Sangro, quindi Napoli, e alla Marsica e Roma ai paesi di Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea. Dai primi di febbraio circa 200 pendolari giunti, in prossimità del ponte, scendono dall’autobus dell’Arpa e salgono sui minibus da 18 posti. Una disposizione presa a seguito del divieto al transito dei mezzi superiori alle 10 tonnellate. Molti genitori degli studenti-pendolari non ci stanno e hanno scritto una lettera di sollecito indirizzata al Presidente della Giunta provinciale Antonio Del Corvo e per conoscenza a Regione Abruzzo e Sindaci dell’area Parco nazionale d’Abruzzo.

Non vogliono ulteriori rinvii e non voglio essere considerati cittadini di serie B perché appartenenti a piccoli paesi. Ora i genitori chiedono a Del Corvo di dimostrare agli studenti “che non sono figli di un dio minore”. I Genitori degli studenti di Pescasseroli, Opi, Barrea, Civitella Alfedena e Villetta Barrea sono pronti a tutto, dalla raccolta fondi ad offrire il lavoro di manovalanza. Ma sperano molto presto di stringere la mano a Del Corvo e ai sindaci sul nuovo ponte di Riotorto.pomte_riotorto_2

“Gentile Presidente Del Corvo,
come  è noto, la situazione di criticità strutturale riscontrata dai tecnici della Provincia, ha costretto l’Ente a limitare il transito ai mezzi superiori alle 10 tonnellate sul ponte di Riotorto, localizzato nel centro di Alfedena, passaggio obbligato dei cinque paesi del Parco per raggiungere Castel di Sangro in tempi ragionevoli. I primi a “subire” le limitazioni al transito, sono stati gli studenti che dall’area Parco Nazionale d’Abruzzo frequentano le scuole superiori a Castel di Sangro. Gli studenti –viaggiatori, oggi continuano a seguire regolarmente le lezioni, grazie ad una operazione di trasbordo organizzata dall’Arpa, che permette loro di attraversare il ponte con una navetta o a piedi, e proseguire il viaggio su altri mezzi in attesa dall’altra parte. Una soluzione temporanea che si spera non assuma carattere permanente.
Ciò che qui preme evidenziare, sono i disagi che i centotrenta studenti di Pescasseroli, Opi, Villetta Barrea, Civitella Alfedena e Barrea patiscono a causa del “ponte rotto”. Si soprassiede ad ogni riferimento sui danni all’economia del territorio derivanti dalla situazione in essere, e alla querelle squisitamente partitica che si innesca, ogni qualvolta un disagio più o meno prevedibile, interviene a scuotere gli amministratori locali dal tangibile torpore in cui versa l’area interessata. La politica non è il mestiere di chi scrive.
Uno dei tanti motivi di disagio con cui, già in condizioni normali gli studenti convivono, è proprio la distanza che li separa dalla scuola. A titolo di esempio si ricorda solo che essi, per rispettare l’orario di inizio lezioni, escono da casa alle 7,00: ovvero un’ora prima rispetto ai coetanei residenti nei centri maggiori, con tutte le conseguenze immaginabili sul rendimento scolastico, l’esposizione al rigido clima invernale e in ultimo, ai costi sostenuti dalle famiglie per le spese di viaggio.
Si preferisce soprassedere sulle condizioni di abbandono e dissesto in cui versano le strade attraversate dagli studenti a bordo dei pullman.
I sottoscritti hanno scelto di crescere i propri figli in un ambiente sano, consapevoli che tale scelta di vita li avrebbe portati a misurarsi quotidianamente con la distanza, talvolta rea lunare, che separa i propri figli dalle opportunità culturali e socio-ricreative che offrono i centri maggiori. Coraggiosamente si è preferita l’altra faccia della medaglia, abbracciando gli inevitabili sacrifici legati alle distanze in termini chilometrici, preferendo dare valore alla contezza del tempo, ai valori della quiete, ai sentimenti di unità e reciproco soccorso che nei piccoli centri riescono ancora a prevalere e ad essere trasmessi alle nuove generazioni.
ponte_rio_tortoLa consapevolezza di una scelta di vita ispirata a tali valori, non può prescindere dalle dovute attenzioni delle Istituzioni che insistono sul territorio e sono deputate ad amministrare, appunto, il territorio di “provincia”; i cosiddetti “piccoli centri” dove tutto, in quanto piccolo e circoscritto, dovrebbe, per sua natura, essere più gestibile.
Nel caso del “ponte rotto” invece, la distanza “lunare” è stata registrata nella disattenzione che le Amministrazioni locali tutte, hanno dimostrato verso i giovani residenti. Dalla sera alla mattina si è appreso che il ponte, quotidianamente attraversato per raggiungere la scuola, è pericolante. Una criticità quest’ultima che sappiamo nota alla Provincia da luglio del 2009, quindi, già in essere con la precedente Amministrazione provinciale. Ai residenti non è giunta notizia alcuna di avvisi, di eventuali iniziative, di lamenti o di un solo gemito emesso dagli Amministratori; non è stato registrato un solo segnale, uno qualsiasi che potesse in qualche modo essere interpretato come preavviso di una nuova condizione di viaggio a cui i giovani avrebbero dovuto, con fatica, adattarsi. La soluzione “temporanea” adottata, per quanto giustificabile e rispondente all’immediata emergenza, sia consentito, ricorda l’epoca della ricostruzione post bellica e qui si sottolinea l’abnegazione degli autisti Arpa, assurti al ruolo di “bussola” dagli studenti-viaggiatori in quanto unici riferimenti per districarsi tra i repentini cambiamenti di rotta imposti dall’emergenza. Ci si interroga infine sui costi di realizzazione che si andrebbero a sostenere per la ricostruzione di un ponte lungo circa venti metri, che sta in piedi dal 1949, di cui di rilevano le criticità nel 2009 e che nel 2011 si scopre pericolante.
E’ con amarezza che qui si riferiscono le perplessità e i dubbi sollevati dagli studenti dell’area Parco, circa la validità della scelta di vita adottata dai sottoscritti genitori.
Signor Presidente, dimostri Lei a questi giovani che non sono “figli di un dio minore”. Risponda con i fatti al fine di fugare in loro ogni dubbio circa l’importanza di insistere su questo territorio di cui questi centotrenta giovani ormai, rappresentano l’ultima frontiera di vitalità, al di là, della ricca presenza di fauna selvatica protetta e della bellezza dei boschi. Lo spirito che anima i sottoscritti, si ribadisce, non è di polemica o doglianza, sebbene ve ne siano tutti i presupposti e le ragioni, qui si intende offrire collaborazione all’Amministrazione da Lei presieduta per eliminare una condizione di disagio oggettiva ai giovani residenti, tra cui figuran molti minorenni.
Pur di garantire un viaggio dignitoso e privo di pericoli ai figli dell’Alto Sangro, se necessario, i sottoscritti si dichiarano fin d’ora disponibili ad attivarsi con una raccolta fondi, oppure a trovare altra forma di collaborazione, nessuna esclusa, nemmeno in termini di manovalanza armandosi di pala, cazzuola e buona volontà. Alle Amministrazioni in indirizzo, Provincia in testa, si chiede soltanto l’adozione del medesimo metro collaborativo, contribuendo, ciascuno per le proprie competenze, a limitare al minimo i disagi agli studenti-viaggiatori e, di addivenire nei tempi più brevi possibili, ad una soluzione definitiva del problema che  può essere solo la ricostruzione del ponte.
In attesa di un cortese cenno di riscontro alla presente, si porgono cordiali saluti con l’auspicio di poterLe stringere al più presto la mano sul nuovo ponte di Riotorto”.

I genitori degli studenti di Pescasseroli, Opi, Barrea, Civitella Alfedena e Villetta Barrea



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