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Project Financing nuovo Ospedale di Chieti, Febbo conferma accuse su delibere sotto inchiesta

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 1 Febbraio 2019 @ 18:55

Chieti. “Apprendo da notizie di stampa dell’apertura di una ipotesi di procedimento penale da parte della Procura della Repubblica di L’Aquila, che viene attribuito ad uno dei miei almeno sei esposti relativamente al “famoso” project financing del nuovo Ospedale di Chieti. Sotto osservazione sarebbero finite le due DGR, la n. 540/2017 e la n. 495/2018, per la mancata sottoscrizione per attestazione di parere favorevole delle stesse da parte del Direttore Muraglia e sulla efficacia della sottoscrizione da parte del Direttore Generale dott. Rivera. Sempre dalla stampa apprendo dell’ esistenza, mai resami nota, nonostante avessi fatto richiesta più volte di tutta la documentazione utile sulla questione, di una lettera del 18.07.2018 da parte del Direttore Muraglia che attesta la “condivisione del provvedimento n. 495/2018”, documento peraltro che porta “stranamente” correzioni sul n. di procotollo e su cui chiaramente farò accesso agli atti”. Queste le dichiarazioni di Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia e Presidente della Commissione di Vigilanza.

 “Orbene ritengo di precisare in primis che le DGR oggetto d’indagine sono ben due e non una sola, ma soprattutto non sfugge a chi, chiaramente, in buona fede conosce l’iter amministrativo-burocratico, nella formazione degli atti deliberativi e delle relative responsabilità civili e penali, le conseguenze derivanti dalla sottoscrizione o mancata sottoscrizione degli stessi. Le DGR in questione sarebbero dovute nascere, o meglio partire, dalla Direzione Regionale Sanità, sarebbero dovute essere “estese” da un responsabile titolato, mentre sono scritte da un soggetto non titolato, l’ addetta alla Segreteria del Presidente D’Alfonso (che poi risulta essere la moglie di altro segretario, cioè di E. Del Vecchio), poi sottoscritte dai Dirigenti del Dipartimento, e non lo sono (!!!), e poi dal Direttore del Dipartimento stesso, dott. Muraglia, il tutto prima di essere sottoposte all’approvazione della Giunta. In questi casi la firma del Direttore Generale si rende necessaria solo in assenza delle precedenti sottoscrizioni perché gerarchicamente assorbente. Orbene a nulla vale la “dichiarazione” resa alla stampa di mancata sottoscrizione per assenza, men che meno valore giuridico, civile e/o penale ha la sottoscrizione di una lettera, peraltro successiva, di semplice “condivisione” di una sola (la 495/2018) delle due (e non anche della 540/2017) delibere, che è cosa ben diversa dall’esprimere “parere favorevole” su una delibera di Giunta che assume efficacia nei confronti di terzi e che, per chi la sottoscrive, comporta una responsabilità amministrativa e contabile, con eventuali conseguenze anche di natura penale. Peraltro – prosegue Febbo – nei miei diversi esposti, non solo sulla questione project financing, ho anche contestato la validità e legittimità della firma del dott. Rivera poiché, secondo una recente sentenza del Tribunale Civile – sezione lavoro – di L’Aquila, lo stesso non avrebbe i titoli per ricoprire l’incarico di Dirigente, figuriamoci quello di Direttore Generale, tant’è che anche su questa questione sembrerebbe stia indagando la Procura. Quindi ben due sono gli atti deliberativi da verificare (e non uno) e analizzare con attenzione sin dalla stesura, sia per la ipotesi di falso e sia per la efficacia giuridica e amministrativa degli stessi.

 “Chiaramente di tutto ciò – conclude Febbo – renderò dichiarazione alla Procura prima che la stessa decida e, non mi sembra ricorrano gli estremi, per una eventuale archiviazione”.

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