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Chieti, Parco Fluviale. Colantonio: ‘Sindaco e assessore, non hanno veduto, non hanno sentito e non hanno parlato’

Ultimo Aggiornamento: domenica, 13 Dicembre 2020 @ 1:11

Chieti. “Fa estremamente piacere che il Sindaco Dott.Diego Ferrara, e l’Assessore Chiara Zappalorto si adoperano “romanticamente” proponendosi in un Tour ambientalista nel cosiddetto Parco Fluviale a ridosso dell’area Megalò, dimenticandosi di essere stati entrambi consiglieri comunali di opposizione al Comune di Chieti per oltre 5 anni ed in particolare, l’Assessore Zappalorto anche Consigliere Provinciale di maggioranza con Delega all’Urbanistica per svariati anni .

Se avessero prestato più attenzione durante i loro rispettivi mandati,nelle commissioni e nei Consigli Comunali dove sono stati affrontate specifiche interrogazioni sulla questione Parco Fluviale ed ordini del giorno puntuali, sottoscritti da colleghi di opposizione ed addirittura della loro stessa parte politica, avrebbero sicuramente preso atto di situazioni che ora evidenziano, loro malgrado.

Li rassicuro subito sul fatto che i siti inquinati di tutta la Città di Chieti che sono al di fuori SIR (Siti di Interesse Regionale) sono stati già tutti mappati, analizzati e perimetrati con apposito finanziamento di € 350.000,00 dedicato proprio a questa attività ; basta richiedere i documenti agli Uffici Comunali , ai Dirigenti e Funzionari che operano nel Settore competente; sono stati altresì richiesti finanziamenti specifici alla Regione Abruzzo, che ha competenza esclusiva in materia di rifiuti , per le bonifiche di alcuni siti , come la famosa discarica abusiva di Colle Marcone ,che custodiva rifiuti tossici e che si incendiò in circostanze “misteriose” la notte tra il 27 ed il 28 giugno 2015, ma ad oggi non si sono visti finanziamenti.

Il Parco Fluviale dell’area Megalò ,che qualcuno si ostina a voler addebitare al Comune di Chieti, è ubicato alla parte oltre argini di protezione dell’area Megalo’, alti ben 12 metri,totalmente all’interno dell’alveo fluviale; la “cosiddetta” cessione a scomputo ,fatta velocemente durante l’Amministrazione Ricci e poco prima dell’inaugurazione di Megalò, è stata sempre rigettata e contestata dall’Amministrazione Di Primio perchè in sede di verifiche geologiche e sondaggi, obbligati alla ditta cedente, si rilevò la presenza di rifiuti di varia natura seppelliti sotto strati di terra , caratteristiche ben note agli Ambientalisti ed alla cittadinanza; pertanto anche quell’area ricadrebbe nel SIR ; altro fattore altamente pregiudicante per l’area, è il PSDA “Piano stralcio di difesa delle alluvioni ” in attuazione della Direttiva 2007/60/CE e del D.Lgs 49/2010, che nella perimetrazione vigente dal 2010, include tutta l’area del Parco Fluviale in zone ” R4″ (Rischio molto elevato) ed R3 (Rischio elevato) con grande pericolo per la pubblica incolumità .

Forse i “gitanti del Parco Fluviale” hanno dimenticato che il 2 dicembre 2013 ,per la pericolosa tracimazione degli argini di protezione ,alti fino12 metri, fu ORDINATA dal Sindaco Di Primio l’immediata chiusura del Centro MEGALO’ finalizzata alla tutela della pubblica incolumità; fanno finta di non ricordare anche gli accadimenti di grave pericolo di esondazione della stessa area avvenuti il 24 gennaio e 26 febbraio 2015, il 18 gennaio 2017 ed il 21 dicembre 2019 ,tutti con allertamenti e monitoraggi da parte Protezione Civile Regionale e C.O.C. di Chieti.

Il “gruppo di visitatori” si ostina a non voler capire che il Parco Fluviale NON E’ REALIZZABILE per aggravi e pericolosità molto più evidenti delle motivazioni per le quali non verrà realizzato il MEGALO’ 2 ,con risultanze delle Sentenze emesse da più Organi giudicanti.

In ultimo ,consiglio al Sindaco Dott.Diego Ferrara ,detentore anche della delega all’Urbanistica e Pianificazione Territoriale, unitamente all’Assessore Chiara Zappalorto di farsi promotori, come ho fatto io, di una procedura di trasformazione dell’intero Parco Fluviale da “area standard ad uso pubblico” in ” Zona boschiva di rispetto e salvaguardia fluviale” e si accorgeranno del fatto che in quell’area NON E’ POSSIBILE PIANIFICARE per vizio di competenza e soprattutto si rileverà che parte della stessa area ,ricade nel Comune di Cepagatti (provincia di Pescara).

Quindi raccomando, agli ex colleghi consiglieri, ora Sindaco e Assessore di cominciare a prendere conoscenza con consapevolezza di tutti gli atti, le documentazioni e le azioni già prodotte negli anni trascorsi ,anche con la loro diretta presenza nell’Amministrazione, e magari chiederne contezza soprattutto agli accompagnatori dei loro Tour.

Altra raccomandazione è quella di cambiare al più presto, la terminologia ricorrente in “Parco Fluviale” in “alveo del Fiume Pescara contenuto nell’argine dell’Area Megalo”; di effetuare in primis ,alle Autorità Competenti di Polizia e Vigilanza Ambientale, le denunce contro ignoti per abbandono dei rifiuti e danno ambientale e di emettere al più presto Ordinanza Sindacale di divieto di accesso alle aree indicate ,per grave pericolo incombente soprattutto a causa di eventi atmosferici e precipitazioni metereologiche stagionali che provocano sistematicamente esondazioni”. Si legge così in una nota del capogruppo in Consiglio Comunale a Chieti della Lega Salvini Abruzzo, Mario Colantonio.

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