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Via Verde della Costa dei Trabocchi, l’incognita della bici sul treno

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Ultimo Aggiornamento: domenica, 22 Agosto 2021 @ 21:00

Lanciano. Sabato, 20 agosto 2021 – E’ accaduto di nuovo, e questa volta con la testimonianza diretta di FIAB (Federazione italiana ambiente bicicletta). Laura Di Russo, Consigliere Nazionale, e Giancarlo Odoardi, coordinatore Abruzzzo-Molise, dopo aver accompagnato Giulietta Pagliaccio, ex presidente nazionale, lungo la via verde della costa dei trabocchi, prendono alla stazione di Vasto San Salvo il treno regionale TUA delle 14:56. Sulla banchina un altro ciclista, intento a tornare addirittura a Milano.

Arriva il treno. Si aprono le porte. I due chiedono al capotreno se ci sono posti per le bici. Sì, ma solo due. La terza rimane a terra. Alla stazione successiva, Porto di Vasto, si presenta un’altro ciclista. Il controllore gli vieta l’ingresso. Lui forza la mano e sale sul treno, con tutta la due ruote. Il capotreno minaccia il ricorso alle forze dell’ordine. Lui: “Faccia quello che vuole”. Il capotreno lo fa. Intanto blocca il convoglio.

I due di Fiab assistono allibiti: hanno appena fatto 40 km in bici sulla via verde constatando per l’ennesima volta la bellezza del tracciato e la eccezionale opportunità turistica. Mare, sole, vento, colori, la ristorazione, i servizi, tutto fruito con una semplice bici.

La mattina da Pescara avevano raggiunto Ortona a bordo del treno POP: 12 posti bici, al gancio, ma tutto pieno, già alla partenza. Le hanno dovuto tenere a mano, capotreno consenziente!

E ora, sul regionale, c’è un ciclista, che si sposta non per diletto ma per lavoro e con un abbonamento annuale in tasca, a cui non viene concesso l’accesso sul treno per eccesso di bici (o meglio per pochezza di stalli, che sono solo due, già occupati!)

Ma insomma? E tutto il marketing promozionale turistico di questi anni, delle istituzioni e di tanti operatori del settore, messo sul piatto della bilancia dello sviluppo del territorio e dell’economia locale, della mobilità sostenibile… bla, bla, bla? Che fine fa?

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Dopo 20 minuti di blocco del treno, i malumori di alcuni passeggeri che rischiano di perdere le coincidenze successive, la minaccia di accusa di interruzione di pubblico servizio e varie altre ripercussioni poco simpatiche, il ciclista “irregolare” decide di scendere.

Tra l’altro il capotreno, sollecitato da alcune riflessioni dei rappresentanti FIAB, già da subito aveva manifestato la sua inquietudine e il suo imbarazzo nel dover frequentemente fare da “respingitore” di clienti in bici, e di aver sollecitato personalmente e ripetutamente, ai piani alti della Regione e di TUA, l’intervento delle Istituzioni. Nessuna risposta!

Ecco, invece Fiab le risposte vorrebbe avere subito, ed è disponibile, come Federazione abruzzese, a dare il proprio contributo. La formula “bici+treno” deve essere una formula vincente e non una subdola incognita, se non un inganno, per ciclisti e cicloturisti, facendo perdere credibilità a tutti gli slogan tanto propagandati di un’offerta turistica integrata e basata sull’intermodalità.

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