Salvini, Bonaccini, Decaro: ora la politica chiede la riapertura dei ristoranti la sera

La proposta avanzata al governo, da destra a sinistra, è quella di riaprire i ristoranti di sera.

Per una volta tutte le forze politiche sono d’accordo: “dove le cose vanno in maniera migliore si può provare a dare un po’ di ossigeno, dove ci sono meno rischi, a queste attività”, sono state le parole del Presidente dell’Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini a fare da sponda alla richiesta mossa inizialmente dal leader della Lega Matteo Salvini.

Anche il presidente della Lombardia Attilio Fontana chiede più libertà “la gente comincia ad essere esasperata, meglio in 4 al tavolo che in 24 in casa. Meglio una libertà controllata che rigide regole che vengono violate”.

Una proposta che dunque viene vista come “ragionevole” e da accompagnare alle “giuste misure e agli adeguati controlli”, come evidenzia in una nota il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro “I ristoranti, a condizione del rispetto di protocolli rigidi sulle distanze, devono poter riaprire anche di sera: la consumazione al tavolo assicura condizioni di sicurezza maggiori rispetto agli assembramenti che purtroppo si creano fuori dai locali che fanno il servizio di asporto delle bevande, soprattutto con l’arrivo della bella stagione”.

Sempre il presidente Bonaccini chiede al governo che si faccia presto anche per organizzare le altre riaperture, quelle che dovranno coinvolgere i cinema, i teatri e le palestre.

Insieme alla richiesta di una maggiore flessibilità sui territori con minori contagi, le parti politiche invocano anche i ristori “che siano superiori e che arrivino subito”.

Al governo però non sono tutti favorevoli, e a replicare alle richieste di Salvini è stato proprio il ministro della Salute Speranza (sempre stato dalla parte della linea rigida contro il Covid) che ha ricordato l’allarme dato dai dati del Comitato tecnico scientifico in merito alla diffusione delle varianti, in particolare quella inglese, e che ha dichiarato nel primo Consiglio dei ministri “la curva cresce non possiamo allentare le misure”.

Anche il Premier Draghi si è detto favorevole alla linea del rigore, e al tenere alta la guardia.