Covid, Dpcm del 16 gennaio: verso una nuova stretta. Cambiano i criteri

 

Nuove restrizioni all’orizzonte.

Per arginare il contagio che, dagli ultimi dati del monitoraggio di gennaio, non ha mostrato i segnali di miglioramento auspicati, il governo è al lavoro su nuove misure da inserire nel prossimo Dpcm del 16 gennaio.

 

Da domani 11 gennaio, per effetto dell’ordinanza del ministro della Salute, l’Italia torna in zona gialla fino al 15 gennaio, tranne 5 Regioni che entrano in zona arancione (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia).

Sempre per domani è stata convocata una riunione tra i ministri Boccia e Speranza e le Regioni: il ministro degli affari Regionali comunicherà che tra i punti da inserire nel prossimo Dpcm c’è anche la proroga dello stato di emergenza almeno fino al 30 giugno, la proroga dello smart working per i dipendenti pubblici e provvedimenti attribuiti alle Regioni per poter procedere d’urgenza.

Il prossimo Dpcm verrà illustrato dal ministro Speranza il 13 gennaio ed entrerà in vigore dal 16 gennaio (per una probabile durata di 4 settimane) e dovrebbe riguardare i seguenti punti:

Parametri zona rossa: diventeranno più severi. Priorità dell’Esecutivo è proprio quello dell’ingresso in zona rossa che scatterà automaticamente nelle Regioni dove l’incidenza settimanale è di 250 casi Covid ogni 100 mila abitanti. Una ulteriore modifica dei criteri dopo quella già inserita che riguarda l’indice Rt, che è stato abbassato a 1 per entrare in zona arancione (prima era 1,25) e a 1,25 per entrare in zona rossa (prima era 1,50). L’obiettivo di questi nuovi parametri è evitare che le Regioni ad alto contagio Covid restino in una fascia di rischio bassa. Come ha chiarito la cabina di regia dell’8 gennaio, e riportato nel verbale della riunione “quasi tutto il Paese si colloca ad un rischio moderato o alto di una epidemia non controllata e non gestibile. Tali condizioni non consentono allentamenti dei provvedimenti adottati”.

Cosa si potrà fare: dovrebbero essere confermati il divieto di spostamento tra Regioni (comprese quelle in zona gialla) e il coprifuoco alle 22. Bar e ristoranti aperti in zona gialla fino alle 18.

Sci: potrebbe essere prorogata la riapertura degli impianti (già precedentemente prorogata al 18 gennaio). Nei giorni scorsi era stato il ministro Boccia a preannunciare che “la riapertura non potrà avvenire prima di un ritorno alla normalità. Prima si mettono in sicurezza sanitaria le comunità, prima si fanno tornare a scuola in presenza tutti gli studenti delle scuole superiori e poi si potrà parlare di impianti da sci”.

Attività sportiva: il nuovo Dpcm vieterà la riapertura di piscine e palestre. Il ministro dello Sport Spadafora è al lavoro per consentire una ripresa graduale almeno degli sport individuali. Il provvedimento del 16 gennaio dovrebbe confermare in zona rossa il divieto di ogni attività sportiva, eccetto quella individuale all’aperto, mentre in zona gialla e arancione dovrebbero essere vietate tutte le attività sportive di contatto. Una deroga potrebbe essere apportata per le zone gialle ovvero si sta pensando ad una autorizzazione per le lezioni individuali sempre con massima cautela nell’utilizzo di docce e spogliatoi.

La zona bianca: sempre nell’incontro di domani dovrebbero essere stabiliti criteri per l’ingresso delle Regioni in zona bianca, dove sono consentiti gli spostamenti e tornano ad essere aperte le attività. Molto probabilmente vi accederanno le Regioni con un Rt pari a 0,50 ma si stanno valutando anche altri parametri affinché le aperture siano sicure: in questa fascia bar e ristoranti tornano a lavorare senza limiti di orario, riaprono i luoghi della cultura, piscine e palestre sarebbero di nuovo operative. Tutte le misure anti-contagio (distanziamento, mascherine, igienizzazione) restano in vigore.