lunedì, Dicembre 5, 2022
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Pescara, riciclaggio con le criptovalute: sequestrati 3 milioni di euro VIDEO

Pescara. Block-chain: evoca il mondo delle criptovalute il nome della nuova inchiesta targata Guardia di Finanza di Pescara che, dopo le indagini sull’associazione per delinquere sgominata pochi mesi fa per la maxi-frode internazionale di auto di lusso sul mercato europeo, ha individuato in Lituania una “lavanderia” per rendite illegali celata dietro un apparentemente normale conto corrente

Nei circuiti multivaluta della più meridionale delle Repubbliche Baltiche, che finiscono milioni di euro, profitti illeciti di un’imponente catena di evasione fiscale che ha funzionato ininterrottamente, dal 2015 al 2020, perpetrando una truffa transnazionale sul mercato europeo, con un valore commerciale di fatture per operazioni inesistenti per la compravendita di auto di grossa cilindrata stimato attorno ai 53,5 milioni di euro.

È così che il sodalizio criminale internazionale indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, negli anni ha accumulato un bottino ragguardevole, diroccato ad oggi, dopo che il Tribunale del Riesame di Pescara ha rigettato tutti i ricorsi presentati, confermando il sequestro di ville, auto di lusso, orologi preziosi, dipinti, carte di credito e disponibilità finanziarie per oltre 6 milioni di euro. Di questi, la metà è finita in un conto corrente lituano adibito al trading di Bitcoin, ora congelato dalle Fiamme Gialle del capoluogo adriatico che hanno agito su coordinamento della locale Procura della Repubblica e grazie alla collaborazione degli organi collaterali esteri per il tramite di Eurojust, l’unità di cooperazione giudiziaria dell’Unione Europea.

Ormai noto è che gli abissi virtuali delle criptovalute offrano una sponda alternativa di wash trading, spesso praticato assieme agli strumenti più tradizionali del riciclaggio internazionale di profitti illeciti.

“Ma perché il cryptoworld diventa pretesto per il riciclaggio? La risposta sta in quello che per le organizzazioni criminali internazionali è il principale polo d’attrazione del mercato monetario virtuale: l’anonimato”, spiega la Finanza.

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