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Rigopiano: palloncini e fiaccole nel quinto anniversario: messaggi da Mattarella e Draghi-FOTO

Ultimo Aggiornamento: martedì, 18 Gennaio 2022 @ 19:27

Rigopiano. Ventinove palloncini lanciati in cielo, alle 16:49 in punto, per ricordare ognuna delle 29 vittime dell’Hotel Rigopiano, nel quinto anniversario della tragedia avvenuta il 18 gennaio 2017.

Una cerimonia iniziata con un fiaccolata e finita all’imbrunire. A portare la vicinanza delle istituzioni ai parenti delle vittime e ai sopravvissuti sono stati il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il prefetto di Pescara Giancarlo Di Vincenzo e il questore di Pescara Luigi Liguori.

“Ringrazio Bellelli perché ha mostrato grande sensibilità – ha detto Marsilio riferendosi alla vicenda giudiziaria e al capo della Procura di Pescara – Confidiamo in questo suo impegno. Dipende anche da lui calendarizzare le udienze in maniera serrata e anche la scelta di quasi tutti gli imputati di fare rito abbreviato aiuta. Anche noi speriamo che entro quest’anno si definisca il primo grado di questa vicenda”.

Per Marsilio non esiste nessun impedimento alla realizzazione del Giardino della Memoria che i familiari delle vittime chiedono di avere nel luogo della tragedia. “Non c’è nessun ostacolo particolare – ha detto – Attendiamo solo che i promotori producano la relazione richiesta e sollecitata anche dall’amministrazione comunale di Farindola. Il nostro comitato Coreneva (Comitato tecnico regionale per lo studio della neve e delle valanghe) si riunisce ogni settimana. Appena perfezionata daremo il parere”.

Per Marsilio la vicenda di Rigopiano “ha colpito l’Italia e il mondo intero tanto è stata unica ed eccezionale nelle sue dimensioni e nella sua tragicità. Oggi è quasi un luogo comune dire ‘non finisca come a Rigopiano’. Si è certamente incrementata la consapevolezza e l’attenzione sui temi della sicurezza e della prevenzione”.

DRAGHI: RAFFORZARE L’IMPEGNO PER LA PUBBLICA INCOLUMITA’

“La ricorrenza è per tutti l’occasione per onorare la memoria di chi perse la vita in quella tragica notte e costituisce al tempo stesso la spinta a rafforzare responsabilmente l’impegno di tutti per la tutela del territorio e la salvaguardia della pubblica incolumità”. Lo scrive il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, in una lettera inviata al Comitato Vittime di Rigopiano, nel quinto anniversario della tragedia. Nella missiva il premier, ringraziando per l’invito alla commemorazione delle 29 vittime, rende noto con dispiacere di “non poter essere presente alla cerimonia”. “Vi giunga dunque – conclude – il mio sentimento partecipe per la dolorosa ricorrenza”.

MATTARELLA: DOLORE ANCORA VIVO

“Conservando ancora viva la memoria del dolore per il tragico accaduto, il Presidente Mattarella invia a Lei, ai familiari delle vittime e ai sopravvissuti un saluto sentito e partecipe, cui unisco il mio personale”. E’ quanto scrive Simone Guerrini, consigliere direttore dell’Ufficio di Segreteria del presidente della Repubblica, al presidente del Comitato vittime di Rigopiano, Gianluca Tanda. Tanda aveva invitato il Capo dello Stato alla cerimonia di commemorazione delle 29 vittime, ma la “fitta agenda di impegni legati alla conclusione del mandato presidenziale”, si legge nella risposta arrivata il 13 gennaio scorso, ha reso impossibile la partecipazione.

TANDA: “NESSUNA MEMORIA SENZA GIUSTIZIA”

E proprio Tanda, fratello di una delle vittime, da Rigopiano ha sottoloneato: “L’iniezione di fiducia che ci ha dato con le sue parole il nuovo capo della Procura di Pescara (Giuseppe Bellelli, ndr) che ha detto pubblicamente di voler chiudere la prima fase processuale di primo grado entro l’anno ci fa essere fiduciosi”. “Non c’è memoria – spiega – se non c’è giustizia. Lo dobbiamo ripetere anche oggi. Noi veniamo qui a testa china perché non pensiamo di non aver fatto tanto, non abbiamo colpa, ma dobbiamo cercare a tutti i costi questa giustizia. Sono passati cinque anni – prosegue Tanda – e tante cose successe rimarranno seppellite sotto questa neve, ma quel senso di giustizia lo dobbiamo avere. La paura fino a ieri era quella che passasse l’idea che fosse stato il terremoto. Proprio oggi è uscita la notizia che secondo una perizia secondo la quale il terremoto non ha provocato la valanga”.

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