Federalberghi: dal green pass una delle chiavi per ripartire

Nei numeri si condensano le difficoltà degli ultimi 12 mesi e le preoccupazioni di un anno partito tutt’altro che bene, complice le varie restrizioni, e degli scenari che in alcuni casi però fanno intravedere importanti schiarite.

 

Sono alcune delle riflessioni emerse nel corso dell’assemblea nazionale di Federalbeghi che ha rieletto all’unanimità Bernabò Bocca.

E gli spunti emersi nel corso della due giorni romana sono stati tanti e interessanti. E che vanno dal brusco calo di presenze e fatturato per le aziende turistiche, alla questione ristori e sulla tassazione, alla questione del green pass, che può rappresentare la leva della ripartenza in stretta correlazione con la crescita della campagna vaccinale.

I dati del settore. I numeri, sebbene ancora provvisori, rilevano che il 2020 si è chiuso con una perdita di 233 milioni di presenze, equivalente ad un calo medio del 53,4% rispetto all’anno precedente, con punte che in alcune località hanno superato l’80%. I flussi turistici si sono ridotti al lumicino non solo a causa delle limitazioni alla possibilità di viaggiare, ma anche per effetto delle restrizioni imposte alle attività e ai servizi che motivano e caratterizzano i viaggi, per vacanza e per lavoro, non ultimo il coprifuoco.

Soffrono più delle altre le località che vivono soprattutto di turismo straniero, che ha fatto segnare una riduzione media del 70,2% delle presenze.

Parallelamente al calo delle presenze e della spesa, si è registrato un calo del fatturato dei servizi ricettivi, che nel periodo gennaio ‐ dicembre 2020 è diminuito del 54,9%. Purtroppo, il nuovo anno si è aperto all’insegna di un ulteriore peggioramento.

Nei primi quattro mesi, le presenze dei turisti negli esercizi ricettivi sono diminuite del 85,6% rispetto al corrispondente periodo del 2019, con un calo del 75,1% per gli italiani e del 95,9% per gli stranieri.

“Se non ci sarà un cambio di prospettiva in tempi brevi”, commenta Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi. Confcommercio Abruzzo, “i risultati del 2021 si potranno rivelare addirittura peggiori di quelli del 2020.

Dall’inizio della pandemia ad oggi, le istituzioni ‐ ai vari livelli ‐ hanno assunto molte decisioni e stanziato ingenti risorse per tutelare la vita delle persone e la tenuta dell’economia. A scanso di equivoci: non disconosciamo il valore delle misure sin qui adottate. Ma, con la franchezza che ci contraddistingue, dobbiamo ribadire che quanto è stato fatto purtroppo non basta.

Alcuni interventi devono essere prorogati, altri devono essere potenziati, altri ancora richiedono integrazioni e correzioni”.

I numeri degli occupati.  In tempi normali, il settore turismo dà lavoro a 1,3 milioni di persone. Più del 52% è donna. Il 59% ha meno di quarant’anni. Il 24% è straniero.

Nel 2020, le giornate retribuite sono diminuite del 38%. Sono 200.000 posizioni di lavoro stagionale e 150.000 a tempo indeterminato si sono liquefatte come neve al sole.

Quando cesserà il blocco dei licenziamenti, quest’emorragia diventerà uno tsunami, che rischia di distruggere persone e imprese, annullando un patrimonio di professionalità costruito negli anni e gettando sul lastrico centinaia di migliaia di famiglie.

“Tra pochi giorni, il decreto sostegni bis tornerà ad occuparsi della materia”, prosegue Giovannelli, presente a Roma con le vice-presidenti Daniela Renisi (presidente federazione provnciale di Pescara) e Caterina Celenza (presidente provinciale di Chieti). “Confidiamo che non si riproponga il medesimo problema. Un analogo paradosso riguarda gli sgravi contributivi per la riassunzione degli stagionali.

La misura era contenuta nel decreto agosto, che è entrato in vigore a stagione finita. Gli emendamenti che abbiamo suggerito, per consentirne l’applicazione anche alle assunzioni avvenute prima di Ferragosto, non sono stati accolti”.

Fondo perduto e prestiti. “La misura del contributo a fondo perduto è a dir poco irrisoria”, aggiunge Giovannelli.

Nella migliore delle ipotesi, chi ha perso tutto ha ricevuto una somma che si aggira intorno al 5% del fatturato perso. La media si aggira attorno al 2%. Ancor meno è quel che spetta alle imprese più grandi, per le quali ‐ a seconda dei provvedimenti ‐ è stato previsto un tetto massimo o la totale esclusione. Stride il contrasto con altre categorie, che hanno beneficiato di misure particolari, più vantaggiose”.

Per i prestiti a lungo termine, Federalberghi parla della necessità di accedere a prestiti di lungo periodo per importi congrui.

Il green pass. “Ci fa molto piacere che sia stata accolta la proposta formulata da Federalberghi, per consentire gli spostamenti tra regioni di colori diversi”, la posizione degli albergatori. Può varcare i confini regionali delle regioni arancioni e rosse chi sia in possesso di un certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione o l’esecuzione di un test covid negativo o l’avvenuta guarigione dal virus.

Riteniamo che il cosiddetto green pass possa agevolare la ripartenza in condizioni di sicurezza, realizzando il necessario equilibrio tra le esigenze di tutela della salute e quelle di salvaguardia dell’economia.

E confidiamo che venga attivata presto l’analoga soluzione preannunciata dall’Unione Europea in relazione ai viaggi internazionali”.