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Atri, bando Sport e Periferie: “flop del Comune”

Ultimo Aggiornamento: martedì, 28 Settembre 2021 @ 10:18

Atri. “Zeru tituli”: questo è quanto emerso dalla graduatoria pubblicata sul sito del Dipartimento dello Sport dove il Comune di Atri non ha ottenuto un centesimo di finanziamento dal Bando Governativo “Sport e Periferie” Un vero fallimento da parte dell’Amministrazione Comunale dove aveva partecipato presentando un progetto per lo Stadio Comunale Eusebio Pavone”. A dirlo il coordinatore cittadino di Azione, Michele Capanna Piscè.

“Perché questo insuccesso? Dalla graduatoria del Dipartimento, si apprende che il progetto presentato dal Comune di Atri è stato escluso a seguito dell’istruttoria tecnico/amministrativa che ha riscontrato la violazione del paragrafo 6, lettera D (verifica preventiva e validazione del livello di progettazione presentato, ai sensi dell’articolo 26 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50) e del paragrafo 8, lettera G del Bando (pervenute prive della documentazione e delle dichiarazioni indicate al paragrafo 6). Quello che ci sconcerta è il totale silenzio da parte dell’Amministrazione su questa notizia e di cui tutta la cittadinanza ne doveva essere portata a conoscenza.
Sindaco Ferretti e Assessore allo Sport Macera, chi è il vero responsabile di questa disfatta? Chi è che nel presentare il progetto e la documentazione necessaria ha commesso queste violazioni riuscendo nell’impresa di non entrare nemmeno in graduatoria?”.

E ancora: “I cittadini di Atri hanno il diritto di sapere chi è stato l’artefice di questa imperdonabile disfatta e del perché non si è stati capaci di intercettare fondi che sarebbero stati molto utili per ristrutturare lo stadio per eccellenza della nostra Città, lo Stadio Eusebio Pavone. Sindaco Ferretti, è giunta l’ora di prendere delle decisioni forti verso chi ha commesso questo atto gravissimo. Non è più possibile far passare qualsiasi leggerezza come se nulla fosse mai accaduto perché, per queste negligenze, a pagarne le conseguenze sarà sempre l’intera collettività. Basta, tutto questo non è più tollerabile”.

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