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Morro d’Oro, cercano di entrare in banca per sequestrate i dipedenti: rapinatori bloccati dai carabinieri FOTO

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 17 Maggio 2019 @ 15:31

Morro d’Oro. Si erano introdotti all’interno della banca, pronti ad attendere l’arrivo, all’indomani, dei dipendenti e del portavalori e far man bassa del denaro.

 

Qualcosa, però, non è andato nel verso giusto e i due, napoletani, con diversi precedenti alle spalle, sono stati stanati e arrestati.

Questa mattina, attorno alle 4, i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Giulianova (supportati dai colleghi delle stazioni di Notaresco e Silvi), hanno arrestato due campani, che nel frattempo avevano cercato una via di fuga scappando sul tetto della filiale della Banca Intesa di Pagliare di Morro d’Oro.

 

 

 

Tutto l’edificio è stato ispezionato dai Carabinieri, locale per locale, che alla fine trovavano i due malviventi nascosti sul tetto. Vicino a loro, due borsoni contenenti: trapani, grimaldelli, attrezzi da scasso, abiti di ricambio, uno strumento a ventosa per il taglio e l’asportazione dei vetri e, particolare inquietante, delle fascette in plastica.

Dopo la cattura si è appurato che i due, entrambi campani, G.P., 27 anni, di Villaricca e A.A., 33 anni, di Napoli, era specializzati nel compiere rapine con sequestro di persona ai danni di istituti di credito. Individui molto scaltri ed in possesso di strumenti particolarmente sofisticati, avevano rimosso il vetro blindato di una finestra posta al piano terra della banca.

 

Avevano, inoltre, già ricostruito le cornici metalliche poste attorno al vetro, fissandole con del nastro biadesivo per non destare alcun sospetto di manomissione degli infissi. Una volta all’interno, servendosi di uno strumento munito di potenti ventose in grado di sostenere il peso di un vetro blindato, avrebbero richiuso il varco creato nella finestra per poi attendere, al mattino, l’arrivo degli impiegati dell’istituto di credito dove era previsto l’arrivo di un portavalori carico di denaro contante. Le fascette di plastica sarebbero dovute servire ad immobilizzare i dipendenti della banca, legando loro polsi e caviglie per impedire di dare l’allarme, assicurandosi così la fuga indisturbata. I Carabinieri hanno mandato all’aria tutti i loro piani. Sono in corso indagini per accertare eventuali complicità in zona dei due malviventi.

 

Aggiornamento. Il Gip del Tribunale di Teramo ha convalidato gli arresti e, ritenendo i due soggetti socialmente pericolosi, ne ha disposto la custodia cautelare in carcere con apposita ordinanza, che è stata notificata agli interessati ed eseguita immediatamente dai Carabinieri di Notaresco.

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