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Intossicazione da Monossido di Carbonio. Le raccomandazioni dei Vigili del Fuoco di Pescara

Ultimo Aggiornamento: sabato, 13 Gennaio 2018 @ 12:51

Circa l’80% dei casi di avvelenamento da Monossido di Carbonio rilevati dai Pronto Soccorso, si verifica tra le mura domestiche ed è quindi una costante minaccia per la salute pubblica.

I dati relativi agli eventi locali e regionali mostrano che maggiormente a rischio sono i cittadini extracomunitari e le fasce socialmente deboli della popolazione.

I sintomi e gli apparecchi che la causano. I primi sintomi dell’intossicazione sono: mal di testa, nausea e vomito, debolezza, difficoltà di respiro, aumento della frequenza cardiaca, difficoltà di coordinare i movimenti, confusione mentale. Gli apparecchi termici più frequentemente coinvolti sono: caldaie a fiamme libere, scaldacqua e bracieri.

“Con l’inizio della stagione fredda aumenta la necessità di riscaldare le abitazioni e accresce di conseguenza anche il rischio di incendi ed intossicazioni da monossido di carbonio se gli impianti termici utilizzati sono difettosi o se si ricorre a sistemi di riscaldamento di fortuna”, commenta il comando dei Vigili del Fuoco di Pescara i quali raccomandano di:

  • non accendere bracieri o griglie in locali chiusi né per la cottura né per il riscaldamento,
  • far installare gli impianti termici da personale tecnico esperto in grado di rilasciare le certificazioni di conformità alle norme di sicurezza e sottoporre gli impianti ai controlli periodici secondo le scadenze previste per ciascuna tipologia di impianto, da un tecnico abilitato,
  • evitare il “fai da te” e soluzioni artigianali improvvisate,
  • far pulire periodicamente dal tecnico specializzato le canne fumarie dei caminetti e delle stufe a legna possibilmente prima dell’inizio della stagione di riscaldamento,
  • assicurare un’efficiente aerazione nei locali dove si trovano gli impianti tramite aperture regolamentari che non devono essere ostruite,
  • verificare al momento dell’acquisto che gli apparecchi siano corredati di istruzioni per l’uso e rispettarle,
  • prevedere rilevatori di CO: strumenti dal costo contenuto che producono, con precisione e affidabilità, un allarme (luminoso o acustico) anche per basse concentrazioni di CO (220 PPM particelle per milione).

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