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Elezioni Roseto, l’Udc conferma il sostegno ad Enio Pavone: salta il progetto del Terzo Polo

Roseto. L’Udc rosetana deve rimanere alleata del centrodestra. Questa la decisione del direttivo provinciale del partito che si è svolta ieri sera alla presenza del coordinatore provinciale Alfonso Di Sabatino. Per il momento dunque nessuna ipotesi di Terzo Polo o di accordi con il Partito Democratico.

Il partito di Alessandro Recchiuti rimarrà dunque insieme a Liberalsocialisti e Pdl nella corsa per le amministrative del maggio prossimo. La decisione è arrivata nella riunione del partito provinciale che si è svolta ieri sera a Tortoreto. Su sessanta iscritti, presenti 43, in 27 hanno votato la mozione che ha voluto mettere fine alla ridda di voci che da qualche settimana voleva il circolo rosetano dell’Udc in bilico tra i due schieramenti. Voci che evidentemente avevano qualche fondamento, e che volevano una parte corposa di nuovi iscritti rosetani (sulla carta sconosciuti allo stesso commissario cittadino) pronta al salto per l’alleanza con il partito di Tommaso Ginoble. Una manovra interna che in sostanza avrebbe “scippato” il simbolo del partito di Casini dalle mani del direttivo locale, pronto come contromossa a rimanere nel centrodestra ma sotto le bandiere della Nuova Democrazia Cristiana.
A Roseto “si prende atto delle attuali alleanze” e si riconosce che “Terzo Polo non è ancora una realtà strutturata”. Questo il senso della mozione presentata dal circolo rosetano e che ieri sera ha avuto la meglio. Il disegno della frangia pro Pd era proprio quello di creare a Roseto la nuova figura di centro, con un Fli già dato per acquisito dai Democratici e una neonata Api sorta dai malumori di alcuni esponenti dell’amministrazione Pd che ad oggi rimangono ancora organici. Un Terzo Polo che al primo turno avrebbe corso da solo, per poi far confluire i propri voti nel Partito Democratico al secondo turno. Sostenitori dell’ipotesi Terzo Polo, secondo qualche presente, sono stati il circolo atriano e il presidente del partito Enrico Robbuffo.