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Pescara, decreto salvacrisi: tagliati stipendi politici

Pescara. Il taglio netto sulle retribuzioni dei pubblici amministratori, preannunciato dal decreto salva crisi, sembra essere esecutivo a tutti gli effetti. Sparisce dunque l’indennità mensile fissa e resta solo il gettone di presenza per i consiglieri comunali, gettone pari a 64 euro lordi che verrà percepito solo in seguito alla partecipazione alle sedute di Commissione consiliare, o di 92 euro lorde per ogni seduta di Consiglio fino a un massimo pari a 1.237,80 euro lordi al mese (anziché gli attuali 1.537 euro lordi), ossia un quinto dell’indennità lorda percepita dal sindaco che, a sua volta, sarà ridotta del 7 per cento rispetto a quella erogata attualmente e che passerà a 6.189 euro lordi. Confermata anche la cancellazione di qualsiasi indennizzo o rimborso per i Presidenti e i consiglieri di Circoscrizione di Pescara che già dallo scorso primo giugno devono prestare gratis la propria opera. L’ufficializzazione è arrivata dal Presidente della Commissione consiliare Finanze, Renato Ranieri dopo aver riesaminato il testo del maxi-emendamento.
“Anche il Comune di Pescara – ha detto il Presidente Ranieri – si è dunque adeguato al Decreto, pubblicato il 31 maggio scorso, con il quale il Governo ha predisposto delle piccole ‘sforbiciate’ che però ci metteranno al sicuro da quelle crisi che in qualche modo stanno toccando l’Europa. Mentre l’indennità per Presidenti e consiglieri di circoscrizioni è stata garantita solo per le cosiddette ‘Città Metropolitane’, ossia centri come Milano, Roma o Firenze. Gli Enti locali – ha proseguito il Presidente Ranieri – dovranno necessariamente recepire tale Decreto e adeguarsi, altrimenti ci sarà la richiesta di danno erariale. In sostanza tale operazione dovrebbe determinare un risparmio per l’Ente comunale pari a 12.400 euro lorde mensili solo per il taglio operato sulle indennità dei consiglieri comunali.

Monica Coletti