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Sant’Egidio alla Vibrata, Romandini al contrattacco: chi si tira fuori dal progetto dovrebbe dimettersi

Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 30 Giugno 2021 @ 22:43

Sant’Egidio alla Vibrata. “ Esiste una coerenza nei comportamenti e una correttezza nelle azioni, che in questo caso, sono mancati.

 

Piuttosto chi non si riconosce più nel percorso della lista Uniti per Sant’Egidio dovrebbe dimettersi, anche da consigliere, così stabilito in un documento firmato da tutti i candidati”. Il giorno dopo le dimissioni, formalizzate in consiglio comunale, di due assessori (Annunzio Amatucci e Alessandra Lucidi), il sindaco di Sant’Egidio alla Vibrata, Elicio Romandini, fa le sue analisi. Di quello che è stato il percorso nei primi due anni di amministrazioni e di quello che sarà da ora in avanti, con l’imminente ridefinizione delle deleghe in giunta, alla luce del disimpegno di due assessori, che nelle amministrative del 2019, erano stati i più votati. Romandini, però, fa un netto distinguo tra chi, come Alessandra Lucidi, ha comunicato con anticipo la sua decisione (e che resterà nel gruppo di maggioranza), e chi, come Annunzio Amatucci.

 

“Nel suo caso”, dice, “ mi sarei aspettato un comportamento di lealtà e coerenza. Ha protocollato le sue dimissioni venerdì scorso alle 14, senza preannunciarlo prima e da parte del sindaco c’è sempre la volontà di provare a ricucire, ma così non è stato possibile. D’altro canto, è la sua storia politica a parlare come ha ben rappresentato le cose, in consiglio, Sirio Talvacchia. Piuttosto mi sarei aspettato che rispettasse la regola che ci siamo dati prima delle elezioni.

 

La non condivisione di un percorso, è scritto nel documento, presupponeva di dimettersi, anche da consigliere. Sarebbe anche una forma di rispetto per i 4 candidati non eletti”. E il sindaco non manca di ricordare anche il passaggio, dopo qualche mese dopo le elezioni, a Fratelli d’Italia, di Amatucci e Lucidi e di un rapporto, in termini fiduciari, (per Amatucci), che progressivamente sembra essere venuto meno.

 

“ Se mi vogliono sfiduciare”, prosegue, “ devono farlo in consiglio comunale e i numeri sono chiari. A breve, assieme al gruppo di maggioranza, ci sarà un confronto per ridefinire gli assetti in giunta e assegnare le deleghe rimaste vacanti. Sarà un percorso trasparente e di condivisione”.

 

 

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