Teramo, vaccini: la Provincia scrive a Draghi, il Comune ne vuole anche per la Protezione Civile

In una nota ufficiale inviata al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, Di Bonaventura – presidente della Provincia di Teramo e sindaco di Notaresco – esprime la sua preoccupazione per i ritardi che a suo avviso sta registrando l’Europa nell’approvvigionamento e nella distribuzione dei vaccini. Di seguito il testo della nota.

“Io sono un “piccolo” amministratore locale: non so dire chi, dove e perché ha sbagliato qualcosa sull’approvvigionamento dei vaccini e sul piano di vaccinazione. Ma qualcosa di grave è successo se l’Europa, al momento, pare aver fallito proprio gli obiettivi più importanti e non riesce ad avere un passo comune nella tutela della salute della popolazione dei suoi Paesi membri – ha scritto . L’Italia ha diligentemente seguito il dettato dell’Unione sull’acquisto centralizzato dei vaccini e i ritardi, considerate le centinaia di morti che siamo costretti a registrare ogni giorno – appaiono gravi e insopportabili. Tanto più ora che facciamo i conti con lo spettro di un nuovo lockdown totale mentre non è mai stata così alta la soglia degli italiani poveri. Non credo sia il tempo delle polemiche ma bisogna ammettere ed accettare che quanto fatto fino ad ora dall’Unione Europea non è sufficiente. E’ di questi giorni la notizia che il vaccino Sputnik V è stato acquistato dalla Repubblica di San Marino e dall’Ungheria e dalla Repubblica Ceca. L’Austria e la Danimarca hanno dichiarato di voler sviluppare vaccini di nuova generazione con Israele. Queste posizioni sono inquietanti allarmi che minano la forza di un continente che ha bisogno, invece, di stringersi attorno ad un protocollo comune, di trovare un’unità d‘intenti e di azioni anche per rafforzare il nostro peso specifico sulla scena internazionale. Voglio dirle che concordo con le sue posizioni, che da amministratore pubblico e da cittadino non comprendo perché non possiamo rivolgerci alle produzioni fuori dall’Europa e che temo che strane alchimie geopolitiche possano ostacolare il nostro primo e prioritario obiettivo che non può che essere quello di vaccinare tutta la popolazione; quello di ottenere l’immunizzazione per tutti. Non possono esserci altre valutazioni. Non ora”.

LA RICHIESTA DI D’ALBERTO Estendere al più presto la campagna vaccinale anche ai volontari della Protezione Civile e di altre associazioni di assistenza. Per sanare questo vulnus, con particolare premura, il vicesindaco con delega alla Protezione civile del Comune di Teramo Giovanni Cavallari, ha indirizzato un appello condiviso con il sindaco Gianguido D’Alberto, al Ministro della salute Roberto Speranza e al nuovo Commissario della Protezione Civile nazionale, Ing. Fabrizio Curcio.

La sollecitazione degli amministratori teramani parte dalla inequivocabile evidenza di come il contributo fornito dai volontari della Protezione civile e di altre associazioni di assistenza durante l’emergenza Covid nel nostro Paese, porti gli stessi ad intervenire spesso proprio nelle aree più colpite dalla diffusione del contagio, mettendo a rischio la propria salute, quella dei familiari e di tutti coloro che comunque con essi entrano in contatto. 

La singolarità della situazione, per i due amministratori teramani, sta proprio nel considerare che molto è stato già fatto per mettere in sicurezza il personale sanitario e molto si sta facendo per i lavoratori dei servizi essenziali quali personale scolastico e forze dell’ordine, mentre appunto restano quasi inspiegabilmente ancora esclusi alcuni operatori di prima linea, tuttora relegati in una sorta di zona grigia, che sono appunto quelli dei servizi di emergenza e di assistenza.

L’accorata sollecitazione dei due amministratori, espressa con una lettera inviata appunto al Ministro della Salute e al Commissario della P.C., è proprio quella di adoperarsi per estendere al più presto la campagna vaccinale anche ai volontari delle associazioni di assistenza.