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Teramo, scadenza IMU: “Ancora niente sulla retrocessione delle aree edificabili”

Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 11 Dicembre 2019 @ 10:55

Teramo. “A pochi giorni dall’ennesima scadenza IMU ed a quasi un anno e mezzo di nuova amministrazione, ancora non si muove nulla sulla retrocessione delle aree edificabili e sulla ridefinizione di diversi valori delle stesse”, così Maurizio Verna Consigliere comunale di Teramo.

“All’approssimarsi di ogni scadenza IMU e come sempre fatto da consigliere comunale di minoranza, mi tocca ricordare che, per ancora una volta, oltre trecento cittadini teramani si dovranno recare a pagare l’imposta per immobili dei quali hanno chiesto la retrocessione ad aree non edificabili. Non avendo mai perso la stella polare della coerenza, mi tocca ricordarlo con più forza adesso nel ruolo di consigliere comunale di maggioranza. Dopo anni passati a denunciare valori elevati sulle diverse destinazioni d’uso e la necessità di procedere ad una rapida retrocessione, spero che il prima possibile la mia amministrazione comunale sia in grado di dare ai tanti cittadini le risposte tanto attese. Spero anche che vengano subito fugati i dubbi circa il rigetto immediato delle altrettanto domande per nuove aree edificabili, ricevute durante la scorsa amministrazione, perché il nostro territorio, caratterizzato da una urbanizzazione diffusa tipica dell’Abruzzo sub-appenninico, non può permettersi un ulteriore e deleterio consumo del suolo”.

“Spero altresì”, conclude Verna, “che vengono fugati anche i dubbi della compensazione tra retrocessioni e nuove aree edificabili per problemi di bilancio comunale, che non deve reggersi sulla tassazione dovuta a strumenti urbanistici sovradimensionati e su valori delle relative aree sovrastimate. Solo per tornare a ricordare che oltre alle aree edificabili generalmente sovrastimate del doppio valore di mercato, salta all’occhio il valore delle aree industriali, dove il valore tassato è di circa 80 euro al metro quadrato mentre il reale valore di mercato varia dai 15 a 20 euro al metro quadrato, producendo così una surplus di tassazione quattro volte superiore”.

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