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Silvi, aumento tariffe scuolabus: interviene l’assessore all’istruzione

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 5 Settembre 2019 @ 13:04

Silvi. “Con la prossima riapertura delle scuole, si rimettono in moto gli scuolabus il cui costo di gestione e rinnovamento parco mezzi tende ogni anno a salire”. Lo fa sapere il Comune di Silvi in una nota.

“I Comuni cercano di andare incontro alle esigenze dei cittadini investendo risorse proprie. Di avviso diverso, però, è la Corte dei Conti per la quale «il costo del servizio pubblico deve trovare totale copertura da parte degli utenti», come ha confermato la sezione della Corte dei Conti del Piemonte con la recente delibera n.46/2019, che ha stabilito che “il servizio di trasporto scolastico non rientra nell’elenco dei servizi a domanda individuale”. La crisi di governo ha vanificato un disegno di legge predisposto dal Consiglio dei Ministri, il 6 agosto scorso per ridurre la spesa a carico degli enti locali minori proprio per il trasporto alunni. Per superare questa empasse, ora non resta che attendere la riproposizione del progetto di legge”.

Il piccolo ritocco del prezzo degli abbonamenti operato dal Comune di Silvi, in considerazione dell’aumento dei costi di gestione, ha suscitato qualche perplessità nelle famiglie interessate. A tal proposito è intervenuta l’assessore alla Pubblica Istruzione Giuseppina Di Giovanni. “Abbiamo – ha chiarito l’assessore Giuseppina Di Giovanni – semplicemente cercato di adeguare al minimo le tariffe, immutate da tanto tempo, al costo del servizio che con gli anni è aumentato. L’aumento del costo è proporzionale a seconda dello scaglione di reddito di riferimento. E’ da tenere in considerazione che attualmente il Comune si fa carico dell’84% dell’intero costo, ossia € 420.000 su € 500.000. Costo che quest’anno aumenterà perchè abbiamo sostituito un pulmino. Quindi è un servizio finanziato in gran parte dal Comune, mentre a carico di quelli che ne usufruiscono va il restante 16%. Sono dell’avviso che l’aumento effettuato, peraltro nella pratica applicato proporzionalmente agli utenti a seconda degli scaglioni di reddito, non sia eccessivo alla luce del fatto che 30 euro all’anno, che si applica agli utenti con maggior reddito, equivale a € 3,20 al mese: un costo indubbiamente sostenibile. Il servizio – ha concluso l’assessore Di Giovanni – va assolutamente garantito e salvaguardato. Il modesto aumento, a mio avviso, andava fatto, in considerazione del fatto che l’orientamento della Corte dei Conti è chiaro e porta indiscutibilmente verso questa direzione”.

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