martedì, Novembre 29, 2022
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Garante LGBTQ+ bocciato in Consiglio a Pescara

Pescara. Si è conclusa con il voto contrario da parte di FdI, Lega e FI la discussione sulla mozione presentata in consiglio comunale dal M5S sull’istituzione di un garante per i diritti della comunità LGBTQ+.

“La proposta, che chiedeva l’istituzione di un servizio per il superamento delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere”, riferisce il gruppo pentastellato, “è stata oggetto di accese discussioni durante il Consiglio Comunale di questa mattina dando vita ad un lungo dibattito che ha coinvolto tutte le forze politiche in aula”.

“Ogni qualvolta si parla di diritti civili – commenta il consigliere M5S Paolo Sola, primo firmatario della proposta – bisognerebbe avere la sensibilità e l’onestà intellettuale di guardare le cose con distacco, perché non si parla di politica ma della vita delle persone. Con il suo voto contrario il centrodestra pescarese invece dimostra ancora una volta il più totale disinteresse verso questo tema, negando che ci sia un profondo problema culturale in merito e che, ancora oggi, in Italia sopravvivono ostacoli e condizionamenti che incidono sulle condizioni di esercizio dei propri diritti da parte della comunità LGBTQ+. Che lo si voglia ammettere o meno – prosegue Sola – nel nostro Paese ci sono ancora fasce della società che devono lottare per ribadire e vedere riconosciuti i propri diritti, ed è a questa che ogni istituzione dovrebbe guardare, per garantire a tutti la stessa qualità della vita”.

“Nel nostro Comune – concludono i consiglieri Erika Alessandrini e Massimo Di Renzo – esistono già figure a tutela di queste fasce della comunità, come il garante per gli anziani, il garante per i detenuti, il garante per i diritti dell’infanzia e la consulta dei cittadini stranieri. Eppure nei confronti di una stessa figura che tutelasse, invece, i diritti della comunità LGBTQ+ si è alzato il coro di protesta di chi, dai banchi del centrodestra, tacciava la proposta definendola addirittura discriminatoria”.

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