venerdì, Febbraio 3, 2023
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Pescara, eletto tra le polemiche il nuovo CdA dell’Aca

Pescara. Eletto stamani, non senza polemiche, dall’assemblea dei soci dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), il nuovo cda dell’azienda: Luca Toro è presidente, Mirko Velluto e Giovanna Brandelli sono i consiglieri. I sindaci di centrodestra, contrari al ritorno al CdA, al momento del voto hanno abbandonato l’aula in segno di protesta. Le polemiche riguardano l’entrata in vigore del decreto Madia, che prevede l’amministratore unico come organo amministrativo delle società a controllo pubblico.

La nuova governance dell’azienda è stata eletta con 37 voti favorevoli e tre contrari (Castilenti, Città Sant’Angelo e Tocco da Casauria). L’assemblea dell’Aca, nella sede di Confindustria Chieti-Pescara, alla presenza di 57 sindaci, si era aperta con la discussione sul documento presentato dal primo cittadino di Pescara, Marco Alessandrini, in rappresentanza di 35 Comuni, per il ritorno al CdA a tre membri, a parita? di spesa rispetto al compenso dell’ex amministratore unico, cosi suddiviso: 40% al presidente e il restante 60% ai due consiglieri.

Il presidente del collegio sindacale, Roberto Costantini, dopo aver illustrato l’attivita? svolta dal giorno dell’insediamento ad oggi – pagamento degli stipendi dei dipendenti e della prima rata del concordato preventivo, costituzione in giudizio nei contenziosi che si sono determinati nell’ultimo periodo – ha ricordato che il 23 settembre è entrato in vigore il decreto Madia sulla cui applicabilita? è stato acquisito il parere dell’avvocato Costantino Tessarolo.

Il decreto Madia, secondo il parere del legale, prevede che l’organo amministrativo delle societa? a controllo pubblico debba essere costituito di norma da un amministratore unico e che il cda è eccezione alla regola, da approvare con decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Secondo l’avvocato Tassarolo, “la norma che prevede che le societa? a controllo pubblico siano amministrate da un amministratore unico è, quindi, immediatamente applicabile e non ammette, allo stato, alternative”.

L’assemblea si e? quindi divisa tra i sostenitori del cda e quanti sostenevano l’opportunita? di mantenere un amministratore unico. Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, ad esempio, ha insistito per il rispetto del decreto Madia, invitando i colleghi del centrodestra a votare un amministratore unico indicato dal centrosinistra, a patto che si rinunciasse all’indicazione di un cda.

“Era stato chiaro già dall’assemblea del 10 settembre che sull’Aca il PD, che fa riferimento a D’Alfonso, e uno sparuto gruppetto di ‘interessati’ sindaci facenti capo alla senatrice Chiavaroli, avrebbero giocato sulla pelle della gente e dei comuni al fine di rimettere le mani sulla gestione di stampo clientelare del sistema idrico integrato. Accantonata la candidatura di Leombroni, troppo troppo chiacchierata, e la scelta fatta 3 anni fa dal centro destra dell’amministratore unico, D’Alfonso e compagnia hanno deciso di eleggere un Consiglio d’Amministrazione con più poltrone da spartire. Nell’odierna Assemblea il centro sinistra è andato avanti sulla strada della illegittimità nonostante il parere richiesto da Aca, che alleghiamo, chiarisse in modo inequivocabile che la legge Madia impone la figura dell’amministratore unico, proprio per interrompere le perverse ingerenze della politica nelle attività gestionali che hanno disastrato migliaia di società partecipate”.

Lo hanno scritto in una nota i sindaci di Chieti, Arsita, Atri, Bisenti, Cappelle sul Tavo, Casalincontrada, Catignano, Civitella Casanova, Collecorvino, Elice, Montefino, Moscufo, Pianella, Rosciano e Scafa, spiegando che “nulla di nuovo sotto il sole anzi sotto l’acqua, l’Aca è tornata ad essere il luogo ideale degli intrecci politici, a cominciare dal rimpasto di giunta di Pescara che andava compensato con un posto nel Cda al commercialista Velluto in quota Teodoro, già nominato da Alessandrini nel collegio sindacale di Attiva, per continuare l’accordo sacramentato tra D’Alfonso e la Chiavaroli, che fa eleggere presidente un suo amico. Grande qualità! A tutto questo noi ci siamo nuovamente opposti con coerenza, presentando una pregiudiziale talmente fondata da essere accolta dal Presidente dell’assemblea per non procedere all’elezione del Cda, ma per eleggere un solo amministratore; la fame di poltrone del Pd e soci tuttavia è stata talmente grande da richiedere di rianticipare il voto sul Cda e, conseguentemente, noi non abbiamo partecipato al successivo voto sul Cda in quanto palesemente illegittimo. Contro quel voto presenteremo ricorso nei competenti Tribunali per riaffermare il rispetto delle regole ed aver e dare quella giustizia ai cittadini che dei sindaci poco responsabili hanno negato”, concludono.

“Siamo soddisfatti dell’esito dell’assemblea Aca di questa mattina che ha eletto il nuovo Consiglio di amministrazione composto dal presidente Luca Toro, Mirco Velluto e Giovanna Brandelli, eletti con 37 voti”.

E’ quanto dichiarano, invece, il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani ed il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, in merito all’assemblea Aca che si è svolta questa mattina.

“I sindaci insieme “, proseguono Luciani e Di Marco, “hanno fatto uno straordinario lavoro di selezione trovandosi poi in accordo su tre nomi di indiscusso spessore, professionisti capaci che siamo sicuri guideranno al meglio l’Azienda acquedottistica. Si conclude oggi un percorso avviato insieme e passo passo condiviso dai sindaci di centrosinistra che hanno creduto nella necessità di un cambio di passo rispetto ad una gestione approssimativa ed a giudicare dai risultati inefficiente. Il centrodestra ha provato in tutti i modi a contrastare questo percorso accusando noi dei propri mali, ma non è riuscito nella sua impresa.  Ora si apre una nuova fase, una fase difficile nella quale non si perderà di vista l’aspetto fondamentale, cioè un servizio ai cittadini efficiente, che funziona, come meritano. Tutti i sindaci lavoreranno al fianco del nuovo CdA affinché tutto questo avvenga attraverso un lavoro approfondito e serio”.

“Un nuovo corso, è quanto avevamo chiesto e quanto siamo riusciti ad ottenere oggi, con l’assemblea dell’Azienda acquedottistica Aca che ha eletto un Consiglio di Amministrazione composto da tre professionisti. In questi mesi abbiamo condotto una lunga battaglia politica al fine di ottenere un cambio di passo ai vertici di un organismo il cui funzionamento è di vitale importanza per la quotidianità di tutti i cittadini. Su questo unico aspetto ci siamo soffermati in questo periodo, fino a convergere sulla candidatura dei tre nomi che sono stati eletti nel corso dell’assemblea odierna. Da parte nostra, il ringraziamento al nuovo presidente Luca Toro e ai componenti Mirco Velluto e Giovanna Brandelli per aver accettato l’impegno con spirito di servizio. E’ bene ricordare, infatti, che i tre professionisti percepiranno rispettivamente il 40%, 30% e 30% di quanto percepito fino ad ora dal precedente Amministratore Unico, dunque senza alcun aggravio di costi per la struttura, e quindi per i cittadini.  La pagina che si è chiusa oggi rappresenta un esempio di buona politica: una politica che sceglie sulla base delle competenze e che ragiona in un’ottica di miglioramento della qualità della vita di tutti. Ognuno di noi, infatti, rappresenta una comunità ed è stato chiamato ad amministrare per fare bene, le nostre comunità negli ultimi anni hanno combattuto con depuratori malfunzionanti, condotte malmesse, disservizi, conti dell’azienda in disordine. La pagina che si apre oggi speriamo sia molto, molto diversa. I cittadini giudicheranno se quella fatta oggi sarà stata la scelta giusta, noi lo crediamo e lavoreremo per non deluderli”, gli fanno eco i sindaci che hanno sostenuto l’elezione del nuovo CdA.

 

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