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Pescara, stop al filobus. “Ora nuovo progetto”

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Ultimo Aggiornamento: giovedì, 30 Settembre 2021 @ 10:42

Pescara. “Il Comitato Strada Parco Bene Comune, grazie alla lungimiranza del Collegio giudicante del Tar di Pescara, al quale porge la migliore deferente gratitudine, ha visto finalmente riconosciuti tutti i motivi di preoccupazione rivendicati da un ventennio, sottostimati, con incredibile leggerezza, da tutti gli enti responsabili del trentennale procedimento, impraticabile sul corridoio verde ciclo pedonale della Città di
Pescara”.

Lo afferma lo stesso comitato, promotore del ricorso poi accolto dai giudici amministrativi, che ha stoppato nuovamente il filobus sulla Strada Parco tra Montesilvano e Pescara. “Occorrerà, ora, un nuovo progetto (con nuovi vettori meglio sostenibili, da impiegare su un percorso davvero idoneo al trasporto rapido collettivo in sede propria), che includa anche i lotti ipotizzati secondo e terzo, fino a San Silvestro Spiaggia a Sud e a Chieti Scalo a Ovest, da sottoporre alla procedura Via nella sua interezza”, afferma il presidente del Comitato Ivano Angiolelli.

“La sospensiva del Tribunale Amministrativo Regionale dovrebbe indurre Comune, Regione e TUA a mettere la parola fine al progetto sulla ‘Strada parco’ senza aspettare di discutere il merito nell’ottobre 2022”: interviene cosi Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista ed ex consigliere della Regione Abruzzo e del Comune di Pescara. “Nell’ordinanza”, prosegue”; i giudici del TAR suggeriscono ai decisori politici la strada da intraprendere quando fanno notare che la stessa Amministrazione ammette che tale percorso ormai non ha più le caratteristiche di un vecchio tracciato ferroviario, e quindi appare poter continuare a creare irragionevolmente più occasioni di pericolo rispetto alla gran parte del restante tragitto complessivo, in cui i filobus passeranno comunque su strada ordinaria come dei normali autobus, nel traffico cittadino”.

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“Invece di perdere tempo si faccia quello che proponiamo da sempre e che avrebbe dovuto essere oggetto di valutazione ambientale dall’inizio: si faccia passare il trasporto pubblico sulle vie di attraversamento della città in sostituzione delle auto come già previsto per la prosecuzione del percorso. Il tpl deve passare dove ci sono i negozi, le scuole, gli uffici, i servizi sostituendo le automobili inquinanti”, conclude Acerbo.

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