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Chieti, la prossima settimana presentazione volume sul beat italiano all’Università

Chieti.  Il prossimo 26 ottobre alle 10.30 sarà presentato presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università di Chieti il volume  “Al di qua, Al di là del Beat, radici e dinamiche del beat italiano: le voci di tre testimoni”, scritto da Umberto Bultrighini con la collaborazione di Claudio Scarpa e Gene Guglielmi ed edito dalla “Carabba Editore” di Lanciano.

Saranno presenti Dario Salvatori (uno dei più noti critici musicali italiani, performer radiofonico e televisivo, autore di numerosi libri sulla musica e la cultura giovanile, direttore artistico della divisione radiofonia ‘Radioscrigno’, sito della discoteca RAI per il recupero e la valorizzazione del patrimonio discografico dell’Azienda), Gianni Daldello (prestigioso operatore nel campo della produzione musicale, legato a collaborazioni ormai ‘storiche’ con artisti del calibro di Camaleonti, Loredana Bertè, Nikka Costa, Toquinho, Massimo Ranieri ed altri), Luca Fazi (critico musicale e imprenditore editoriale), Sergio Magri (leader e compositore di quasi tutti i successi dei Delfini, una delle migliori band del beat italiano), Andrea Maccarone (Direttore di Underground Eventi), Gianni Fuso Nerini (Direttore artistico del Festival Beat di Salsomaggiore), Gianni Oliva (prestigioso italianista dell’Ateneo esperto studioso anche del rapporto musica popolare-poesia, nonché raffinato chitarrista) e i Tubi Lungimiranti (gruppo eroe del beat di provincia, il cui leader è proprio Umberto Bultrighini). Nel libro gli autori compiono un’indagine accurata e dettagliata di un fenomeno, il beat,  che non fu non solo musicale, ma soprattutto di costume e di pensiero giovanile, e rivoluzionò non poco la società dell’epoca: un’analisi sulla ‘generazione beat italiana’ condotta per la prima volta in chiave interdisciplinare con un preciso taglio storico-filologico e scientifico. A realizzarla, tre voci di quell’irripetibile momento storico, protagonisti a loro modo in maniera diversa del fenomeno: l’unione fra l’esperienza di vita e le specifiche competenze arricchiscono la qualità del volume. In “Al di qua, Al di là del Beat, radici e dinamiche del beat italiano: le voci di tre testimoni”, si affrontano e soprattutto sciolgono in modo originale alcuni nodi interpretativi del fenomeno, tra cui il contestato (e dallo stesso Bultrighini riaffermato con forza e fermezza) legame di continuità con i fermenti della beat generation statunitense degli anni’50. È messo in evidenza lo straordinario fattore di aggregazione e di definizione identitaria rappresentato dal beat che, per lo meno a livello di inconscio collettivo, ha mutuato, in perfetta continuità e sintonia, la forte interrelazione fra stimoli musicali innovativi e visione esistenziale anticonformista.
Il volume è arricchito dalla prefazione di Dario Salvatori, noto critico musicale italiano, ma soprattutto da una sorpresa che non mancherà di fare la gioia dei collezionisti: un mini – cd allegato contenente i primi risultati dell’inedita e stupefacente collaborazione fra i “Tubi Lungimiranti” e Gene Guglielmi. Ben quarantacinque anni dopo due nomi di quell’irripetibile era regalano così nuova linfa a quattro successi di Gene Guglielmi e alla hit dei Tubi “Abbiamo paura dei topi”. L’esperimento ha trovato conferma nel grande successo di pubblico ottenuto con i concerti al “Festival Beat” di Salsomaggiore e al “Blu Bar” Festival di Francavilla al Mare.

Francesco Rapino