Pescara. Si svolgerà da venerdì 13 a domenica 15 novembre presso l’Aurum l’ottava edizione del Festival mediterraneo della laicità, che quest’anno dedicherà tre giorni al tema ‘laicità e cosmopolitismo’, con incontri e dibattiti tenuti da esperti del settore.
Ecco il programma completo:
venerdì 13 Novembre, alle ore 16:30 Fouzi Rherrousse, professore di Diritto privato al Sidi Mohammed Ben Abdallah Università di Fez presenterà ‘La guerra dell’acqua. Alcuni elementi di storia’;
alle ore 17:00 Gianfranco Miscia, responsabile della Biblioteca musicale abruzzese interverrà su ‘Un caso di cosmopolitismo musicale: città, culture e lingue nelle romanze di Francesco Paolo Tosti’;
alle ore 18: 00 Stefano Trinchese, docente di Storia contemporanea alla facoltà di Lettere dell’Università D’Annunzio di Chieti interverrà su ‘Mediterraneo: crocevia di convivenze’.
Sabato 14 Novembre, alle ore 16.30 Marinella Correggia, ecopacifista, con ‘Copiare le sparse saggezze del mondo’;
alle ore 17:30 Gianluca Cuozzo, docente di Filosofia teoretica all’Università di Torino interverrà su ‘Per una filosofia (politica) delle cose rotte’;
alle ore 18:00 Leonardo Caffo, assegnista di ricerca in Filosofia teoretica all’Università di Torino tratterà il tema ‘Anarchia e Cosmopolitismo’.
Particolarmente densa la terza ed ultima giornata di Festival, con doppio appuntamento:
domenica 15 Novembre, alle ore 10:30 Massimo Palladini, architetto, interverrà su ‘Guerre ed architettura: ricostruzione tra illusioni ed inibizioni’;
Il Festival mediterraneo della laicità è organizzato dall’associazione Itinerari Laici, presieduta da Silvana Prosperi, con il patrocinio del Comune.
“Il tema di quest’anno è declinare la laicità con una problematica che è emergente e di rilevanza: il rapporto con il cosmopolitismo, ovvero la cittadinanza che non si chiude in un ambito ristretto, nei confini, perché non esiste più il confine” ha illustrato Prosperi. “Siamo contrari ai muri, abbiamo nelle vene un Dna italiano e romano che dovrebbe aprire le porte dell’unificazione, significa accoglienza anche della diversità: l’impero romano era la capacità e qualità di costruire plurime città in un contesto di leggi e diritti che davano certezze. Il Festival si pone l’obiettivo di dire che siamo paesi permeati e permeabili, non possiamo che costruire occasioni di dialogo, non per abbattere le diversità, ma per metterle dentro un dialogo che le rispetti”.