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Cronaca Teramo

Teramo, universitaria respinta dalle coinquiline perché è di colore. Il caso

Respinta dalle potenziali coinquiline perché straniera e di colore. Il caso viene sollevato da Gianmarco Piovan, coordinatore dell’Udu di Teramo.

 

 

Una studentessa, iscritta all’Università di Teramo, nel cercare un stanza in in affitto per frequentare i corsi universitari, sarebbe stata insultata e respinta dalle possibili future coinquiline, davanti al silenzio preoccupante e impotente della padrona di casa. Unica motivazione: il colore della sua pelle, il suo essere straniera.

 

” Appena informati di questo episodio razzista e fascista”, scrive in una nota Piovan, ” ci siamo adoperati presso gli organi dell’Ateneo preposti, che ringraziamo per la disponibilità data, e con i quali continueremo a lavorare per intervenire affinché quanto accaduto non torni mai più a ripetersi.

 

Allo stesso modo, confidiamo che tutte le autorità, in ogni campo, intervengano su quanto accaduto per accertare e condannare le responsabilità di quanti interessati. Come associazione, nel pieno rispetto della nostra Costituzione e in particolare dell’articolo 3, ci riconosciamo nei valori dell’antirazzismo e dell’antifascismo, presenti anche nel nostro statuto.

Per questo stiamo valutando di mettere in campo iniziative mirate al contrasto di certi fenomeni. Continueremo a svolgere le nostre attività di sensibilizzazione sul tema dell’immigrazione e dell’educazione alle diversità. Interazione e integrazione sono dei valori imprescindibili per la nostra società, non possiamo e non vogliamo un drammatico ritorno al passato.

L’istruzione e l’Università devono invece essere un baluardo nella formazione dei giovani, evitando che certi rigurgiti possano tornare a fare breccia in questa anni di crisi e difficoltà economica, sociale e culturale. Vogliamo il razzismo e il fascismo fuori dalle nostre città e dalle nostre università. Per questo sabato 24 saremo convintamente a Roma, alla manifestazione “Mai più fascismi”, così come siamo stati a Macerata il 10 febbraio”.