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Pescara, il murale di Flaiano rischia la cancellazione

Pescara. Il murale con il faccione di Ennio Flaiano che campeggia su piazza dei Frentani rischia di sparire. L’immobile sarà sottoposto ad un restauro completo delle facciate, e i proprietari non sembrano intenzionati a risparmiare l’opera di Christian Serafini dall’intonaco: a battersi con l’autore, scendendo in strada, c’è il Pd e l’imprenditore Sergio Simoncelli.

Non è solo l’abbellimento dell’altissima parete di uno tra i più grandi palazzoni della zona, che stona con l’antico skyline di Pescara Vecchia; il murale realizzato nel 2006 dal giovane pittore pescarese Christian Serafini è soprattutto un’opera che si lega alle radici identitarie dei viali cittadini più legati alla vena culturale pescarese. I tratti moderni del faccione di Ennio Flaiano che campeggia su piazza dei Frentani si legano alla perfezione con i luoghi, lì a due passi, che hanno visto natali e vite di Gabriele d’Annunzio e dello stesso scrittore e regista che viene ritratto sulla parete rossa insieme a Federico Fellini. Un disegno apprezzato pubblicamente come se fosse un monumento appartenente alla società pescarese e ai tanti turisti che passandoci davanti si fermano per immortalare uno scatto di vacanza in città.

 

Eppure l’opera è, per così dire, privata. L’immobile è, infatti, di proprietà del Fondo Pensioni del Banco di Roma, oggi sede dell’Unicredit; sei anni fa, però, Serafini si propose di ricoprire, a titolo gratuito, la spoglia facciata posteriore del palazzo con la sua arte. La proposta trovò accoglienza presso l’allora Giunta D’Alfonso, oltre che i contributi dei proprietari e di Sergio Simoncelli, imprenditore nel campo elettronico che da decenni si fa carico della cura e dell’abbellimento di Pescara Vecchia. Il gruppo bancario donò 3mila euro mentre Simoncelli realizzò l’impianto di illuminazione con una spesa di circa 10mila euro; il Comune, da quanto riferisce Simoncelli, ha contribuito permettendo l’alimentazione dei sette fari attraverso l’allaccio alla rete di illuminazione pubblica.

 

Con il passare degli anni è subentrata nella proprietà l’Unicredit che, da questa estate, ha deciso di ristrutturate l’intero palazzo, partendo dalle facciate su piazza Unione per arrivare, un mese fa, a quelle su piazza dei Frentani. “Un mese fa l’amministratore locale mi ha comunicato che devo togliere le luci perché devono montare le impalcature per ristrutturare”, ha detto stamattina Simoncelli. Al suo diniego è seguita la preoccupazione, immediatamente condivisa con Serafini e rimbalzata a Moreno Di Pietrantonio, capogruppo Pd già assessore al Turismo all’epoca della realizzazione del murale. “Abbiamo chiesto al sindaco”, dice, “di intervenire presso la proprietà per impedire la cancellazione, ma 10 giorni fa mi ha detto di non saperne niente. Eppure pare che già da questa estate la proprietà ha comunicato il tutto al Comune con una lettera”.

 

Ma oltre alla burocrazia epistolare, la ditta incaricata del restauro “ha già aperto il pozzetto sul marciapiede sotto il murale e staccato l’interruttore della luce”, spiega ancora Simoncelli, “e con il buio la piazza è diventata molto meno sicura e presa come vespasiano da chi esce ubriaco dai locali”. “Chiediamo alla proprietà di abbandonare l’idea di rimuovere il murale considerato che la ristrutturazione dell’immobile è comunque possibile e considerato che l’Istituto Bancario presente in quella zona da tantissimi anni debba avere un dialogo costruttivo con l’Amministrazione locale e con la città ma, chiediamo soprattutto all’Amministrazione comunale e al Sindaco di intervenire questa volta, in tempi utili e non quando sarà troppo tardi, affinché venga preservata quell’intervento e non venga ripristinata una squallida parete grigia che affaccia su una piazzetta storica della città così come era prima dell’intervento”, aggiunge Di Pietrantonio. Più accorato l’appello del pittore: “Spero che il sindaco prenda a cuore questa faccenda, perché si tratta di un’opera cara ai residenti ma anche a tutta la città, oltre che a me che l’ho realizzata ispirandomi proprio a Flaiano e a questi luoghi”.

 

La speranza di tutti, pertanto, è quella che il diritto concesso dalla proprietà privata si fermi, almeno per una volta, davanti al senso artistico e a quello pratico di non distruggere un bene ormai condiviso con la città.

 

Daniele Galli