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Il Centro di chirurgia pancreatica di Chieti in prima linea nella ricerca su farmaci innovativi

?Chieti. In laboratorio per sviluppare una ricerca innovativa finalizzata a sviluppare un nuovo farmaco per la cura del tumore al pancreas. Punta ancora più in alto il Centro di chirurgia pancreatica della Asl Lanciano Vasto Chieti, diretto da Pierluigi Di Sebastiano, che investe sull’innovazione farmacologica in collaborazione con le Università di Chieti, Salerno e una spin off accademica di quest’ultima.

 Gli studi condotti finora dimostrano che le cellule del tumore rilasciano nell’ambiente che le circonda una proteina, BAG3, che stimola la produzione di sostanze che favoriscono la crescita tumorale. I ricercatori hanno verificato che è possibile inibire questo meccanismo facendo ricorso a un anticorpo in grado di legarsi a BAG3, e bloccare quindi la crescita del tumore. Se questo primo risultato sarà suffragato da successive fasi di sperimentazione, inclusa quella clinica, potrà essere introdotto nella terapia e diventare una nuova arma per combattere questa malattia.

 Ma, sempre sul fronte della ricerca, è in atto anche una collaborazione scientifica con il gruppo del prof. De Laurenzi, del Dipartimento di Scienze Mediche del Cesi dell’Università di Chieti, finalizzata a riprodurre su tessuti animali le caratteristiche genetiche e biologiche del tumore dell’uomo, così da verificare l’efficacia e la sensibilità a farmaci innovativi. Lo studio crea dunque i presupposti per sviluppare terapie personalizzate per ogni paziente, basate sulle caratteristiche biologiche testate sul modello animale.

 “Queste collaborazioni sono un esempio importante di ricerca traslazionale – sottolinea Pierluigi Di Sebastiano, direttore del Centro di chirurgia pancreatica – finalizzata a ottenere modelli di studio fondamentali per accelerare lo sviluppo di farmaci innovativi in ambito oncologico. E l’interesse della comunità scientifica per tali studi, è documentato dalla recente pubblicazione dei risultati sulla prestigiosissima rivista scientifica Nature Communication”.

 Ma, in attesa degli sviluppi della ricerca, la chirurgia resta oggi l’unica chance di cura per questi tumori, che vanno trattati in centri specializzati che vantano elevati volumi di attività e specifica esperienza. “Il nostro Centro – aggiunge Di Sebastiano – si caratterizza per casistica importante, approccio multidisciplinare, ricerca scientifica ed esperienza pluriennale, e ha le carte in regola per recitare un ruolo di primo piano nell’offerta sanitaria di alta specializzazione in Abruzzo”.

 Le cifre documentano con chiarezza il numero di casi trattati a Chieti dove, dai sei interventi eseguiti nel 2012, si è passati in meno di tre anni a toccare 100 procedure, superando di gran lunga i parametri indicati dalla letteratura scientifica internazionale, che fissa a un minimo di 16 le resezioni da eseguire in un anno per qualificare i “centri ad alto volume”. Numeri solo apparentemente esigui, perché attualmente soltanto nel 30% circa dei pazienti è possibile asportare chirurgicamente il tumore. Nonostante diagnosi, stadiazione, tecniche chirurgiche e cure post operatorie abbiano permesso un miglioramento sensibile della sopravvivenza dopo l’intervento chirurgico, l’aggressività del carcinoma del pancreas e la sua refrattarietà alla chemioterapia standard, ne fanno uno dei tumori più difficili da trattare.