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Costantini: ‘La revoca del CdA dell’Aca non basta’

“Limitarsi a sostituire gli amministratori delle Società che hanno gestito (e devastato) il sistema idrico integrato in Abruzzo è un grave errore”. È quanto afferma, in una nota, Carlo Costantini, consigliere regionale Mov139, in riferimento alla vicenda Aca Spa, travolta lo scorso 17 luglio da un’inchiesta per presunte tangenti.

“Parliamo di un sistema” prosegue Costantini “che negli ultimi anni in Abruzzo ha bruciato complessivamente  un miliardo di euro tra perdite iscritte nei bilanci e perdite occultate, lasciando le reti idriche dei veri e propri colabrodi, esattamente come 10 anni fa. In realtà, anche i depuratori non se la passano meglio. Di quelli esistenti, infatti, molti non funzionano o funzionano male, anche a causa delle pessime condizioni delle reti fognarie di molti Comuni, rimaste incomplete ed inefficienti. Del resto, le drammatiche condizioni di salute in cui versano i fiumi abruzzesi testimoniano meglio di ogni parola quanto irresponsabile (per non dire altro) sia stata la gestione del servizio idrico integrato in Abruzzo. Una gestione che, tranne qualche eccezione, lascia in eredità ai nuovi amministratori società  tecnicamente fallite, stracolme di personale amministrativo assunto senza concorso ed in larga parte “improduttivo” e debiti per decine di milioni di euro con fornitori ed anche con molti Comuni. Sui Comuni, infatti, non tutti sanno che queste Società, quando sono subentrate alle gestione comunali, hanno acquisito il diritto di riscuotere le tariffe del servizio idrico, ma hanno anche assunto il dovere di pagare i mutui ed i debiti già contratti dai Comuni al momento del passaggio di gestione e che molti di questi mutui, però, non sono stati pagati. Questo ha costretto diversi Comuni (che si sono ritrovati formalmente debitori nei confronti delle banche, ma al tempo stesso senza l’introito delle tariffe per pagare le rate dei mutui) a farsene carico con il proprio bilancio, magari tagliando la spesa sociale o aumentando le tasse. Io valuto positivamente il fatto che i partiti che da anni controllano il settore abbiano finalmente trovato la forza di promuovere avvicendamenti ormai non più  rinviabili; anche se forse avrebbero fatto meglio ad intervenire prima che esplodessero gli scandali giudiziari degli ultimi mesi. Ma penso anche che, se di fronte a responsabilità gestionali (prima ancora che penali) così evidenti, i Sindaci azionisti dovessero pensare di tutelare gli interessi dei propri concittadini limitandosi a richiedere la sostituzione dei vecchi amministratori con nuovi, tradirebbero ancora una volta la loro fiducia. Questa volta – mi riferisco nello specifico al caso dell’Aca Spa – chi ha sbagliato non può andarsene a casa, senza aver prima pagato il conto. I Sindaci hanno il dovere morale di promuovere azioni di responsabilità nei confronti degli amministratori delle società di gestione del servizio idrico; e solo chi lo farà avrà dimostrato di essere stato vittima e non complice del sistema”.