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Il giornalismo e le sfide del cambiamento: l’Abruzzo presente al Congresso della Federazione Nazionale Stampa Italiana

Bergamo. Dall’11 al 14 gennaio scorso si è svolto a Bergamo il 26esimo congresso dell’FSNI, la Federazione Nazionale Stampa Italiana. Tema di discussione di quest’anno è stato “Il giornalismo e le sfide del cambiamento. Lavoro, qualità e diritti per la libertà e la democrazia dell’informazione”. Al congresso ha preso parte anche Paolo Di Sabatino, delegato abruzzese della lista “5 euro netti”, che nel suo intervento ha voluto puntare l’attenzione sulla precarietà, un tema molto sentito tra i giornalisti di “ultima generazione”.

“Mi auguro fra tre anni, di non cambiare il nome in 0 euro netti” è stata la premessa di Di Sabatino. “Non tutte le Assostampa regionali hanno la stessa sensibilità verso i temi del precariato. In Abruzzo, ad esempio, abbiamo una commissione lavoro autonomo che si è costituita a marzo 2010 e fino ad oggi non ha prodotto né una pagina né una e mail. Ho conosciuto altri precari e freelance, siamo tutti animati da entusiasmo e ironia. Non siamo qui per dire piove governo ladro, saremmo rimasti fuori e avremmo anche risparmiato la nostra quota sindacale. Io metto a disposizione il cud che mi ha fatto la mia ex società editrice, parla molto di più di tanti discorsi. Avevano accumulato ritardi nei pagamenti per 14 mesi e ho scelto di andare via perché dare assenso alla gratuità non dà valore al proprio lavoro. Scegliamo di essere vittime quando accettiamo di esserlo, se accetti di lavorare gratis è perché riconosci che il tuo lavoro non vale nulla”.

Una storia come tante altre ve ne sono oggi, fatta di giovani pieni di entusiasmo e voglia di fare un lavoro, come quello del giornalista, che puoi fare solo se lo senti dentro. Una linfa vitale che ti scorre nelle vene e che troppo spesso viene rilegata su una sedia, davanti al pc informe che quasi assume una connotazione umana.

“Invito gli altri colleghi collaboratori” è l’appello di Di Sabatino “ad uscire dall’immotivata paura. In fondo il cavallo di razza cambia scuderia, ma corre sempre e sarebbe utile a tutti capire quanti sono i cavalli di razza e quanti i ronzini. Altrimenti si avvererà il detto tutti i giornalisti nessun giornalista”.