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Tutela del fratino: Ortona, Pineto e Roseto le spiagge con maggiore presenza

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 8 Luglio 2021 @ 14:56

La stagione balneare entra nel vivo, le spiagge tornano a essere frequentate da cittadini e turisti, ma la fase riproduttiva del Fratino non è ancora conclusa e bisogna prestare molta attenzione per non creare danno alla specie.

 

Lo ricordano gli Enti e le Associazioni che collaborano nel Salvafratino Abruzzo, il progetto di volontariato promosso dall’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano” e dal WWF regionale per la tutela del piccolo trampoliere sulla costa abruzzese. Il progetto, che vede il coinvolgimento di associazioni e comitati locali e di singoli volontari, consente da alcuni anni di monitorare le coppie e i nidi presenti durante il periodo di nidificazione della specie che, in Abruzzo, parte indicativamente dalla fine di marzo e termina alla fine di luglio. Negli anni si è consolidata la collaborazione con la Guardia costiera che, grazie ai Comandi presenti nel territorio, garantisce il controllo delle nostre coste.

 

I dati raccolti da marzo a fine luglio saranno elaborati a conclusione della stagione riproduttiva, ma le informazioni finora disponibili evidenziano come il numero delle nidificazioni sia in linea (anzi leggermente maggiore) rispetto all’annualità precedente e evidenziano la particolare importanza per la tutela del Fratino di alcune aree costiere della nostra Regione: la Riserva regionale del Borsacchio a Roseto degli Abruzzi, Pineto nell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, Ortona in zona Foro. Interessanti anche i dati di Giulianova che si segnala per la presenza di vari nidi di Corriere piccolo. Si conferma invece, purtroppo, anche per l’Abruzzo, la situazione di difficoltà che si registra in tutta Italia dove negli ultimi 10 anni si parla di una riduzione di oltre il 50% delle coppie censite. Molto preoccupante è il persistere delle minacce cui la specie è esposta che portano anche alla perdita e all’abbandono dei nidi. Sicuramente sussistono cause naturali dovute a predazione da parte di volpi, corvidi e serpenti o mareggiate, ma non mancano quelle legate al disturbo antropico quali la pulizia delle spiagge con mezzi meccanici, la presenza dei cani vaganti senza museruola in spiaggia, l’eccessiva frequentazione di alcune aree o veri e proprio atti di vandalismo.

 

“La tutela del Fratino è estremante complessa” dichiara Fabiano Aretusi, presidente dell’AMP Torre del Cerrano. “Sicuramente come istituzioni dobbiamo fare di più, ma molto dipende dai comportamenti di tutti noi. Lanciamo ancora un appello a tutti i frequentatori delle spiagge perché seguendo alcuni accorgimenti si permetterà al Fratino di concludere questa stagione riproduttiva: fondamentale mantenersi distanti dalla fascia dunale e predunale o vegetazionale del litorale o nelle aree dove è comunque segnalata la presenza del Fratino. In particolare si deve sempre stare attenti ai cani che peraltro non possono essere lasciati liberi sulla spiaggia, ma devono essere sempre portati al guinzaglio quando non vi sono divieti al passeggio come nell’Area Marina Protetta da marzo a luglio. Quando si individua un nido ci si deve allontanare subito e non ci si deve avvicinare per fare foto o selfie. Gli adulti in cova possono spaventarsi e allontanarsi dal nido provocando il raffreddamento delle uova e la loro conseguente perdita”.

 

“Stiamo veramente rischiando di far scomparire il Fratino dalla nostra costa”, aggiunge Filomena Ricci, delegato WWF Abruzzo. “I tentativi di nidificazione quest’anno sono aumentati, ma purtroppo molti nidi vengono predati o distrutti. Sulle predazioni naturali è difficile intervenire, ma sulle attività legate all’azione dell’uomo è possibile farlo. Il Fratino si salva tutti insieme. Il ruolo del volontariato nei monitoraggi, nelle segnalazioni e nell’opera di sensibilizzazione dei fruitori delle spiagge è importante, ma le amministrazioni locali devono essere molto attente a programmare le pulizie delle spiagge: dove è segnalata la presenza del Fratino queste non possono avvenire con mezzi meccanici, ma a mano dopo una verifica sul posto per le quali il Progetto Salvafratino Abruzzo si rende disponibile (scrivere a: abruzzo@wwf.it)”.

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