Covid19, seconda ondata. Marsilio: l’Abruzzo regge ma non abbassare la guardia VIDEO

I dati diffusi dai vari istituti competenti, tra tutti il Ministero della Salute e l’ISS, sulla diffusione e l’andamento dell’epidemia, mostrano come la Regione Abruzzo stia ‘resistendo’ meglio di molte altre Regioni. In particolare, l’indice di diffusione del contagio (Rt), pari a 1,4, è il terzo miglior risultato d’Italia, mentre la media nazionale viaggia a 1,7 e alcune Regioni sfondano abbondantemente la soglia di 2.

 

Anche l’indice di occupazione dei posti letto di terapia intensiva ogni 100.000 abitanti – pari a 2,07, pone l’Abruzzo al di sopra di ben 15 Regioni: solo Molise, Puglia, Calabria, Trento e Basilicata mostrano un indice più basso. Nella “classifica” relativa al numero di tamponi effettuati sul totale della popolazione residente, la nostra Regione è al nono posto, al di sopra della media nazionale.

 

Negli ultimi sette giorni, da venerdì 23 al 30 ottobre, l’incremento dei casi positivi totali in Italia è stato del 74%, mentre in Abruzzo del 64% (10 punti percentuali in meno), segno che la crescita è più contenuta. Sono tutti indicatori che mostrano una Regione capace di intercettare precocemente i contagiati, riducendo i casi gravi che necessitano di cure ad alta intensità e circoscrivendo i focolai attivi. Tuttavia, se i dati ‘relativi’ e il confronto con la media nazionale ci possono in alcuni casi persino inorgoglire, non è il caso di indugiarvi troppo sopra o – peggio – rilassarci. Perché i numeri ‘assoluti’ sono comunque alti e preoccupanti, soprattutto nelle zone più colpite (l’aquilano, la marsica, il teramano…), e se non si ridurranno nel brevissimo tempo arriveremo presto alla saturazione dei posti letto disponibili nei reparti di malattie infettive.

 

Con la conseguenza di dover utilizzare altri reparti, interrompendo le cure di patologie non urgenti e differibili. Nel tentativo di salvaguardare tutta l’offerta sanitaria pubblica, o di ridurre al minimo l’impatto, ho dato disposizione alle aziende sanitarie di reperire altri posti letto presso le cliniche private accreditate per curare i malati stabilizzati di Covid, che non necessitano di terapie intensive o sub-intensive. Vogliamo così tentare di evitare di dover rimandare le cure per tanti malati, che pur non avendo il Covid hanno tutto il diritto di essere curati tempestivamente. O almeno, stiamo lavorando per allontanare nel tempo il momento in cui potremmo essere costretti a fare quella scelta.

 

Nel frattempo, proseguono senza sosta le attività per completare il potenziamento della Rete Covid, con decine di nuovi posti letto di bassa, media e alta intensità di cura in tutte le Asl, un’attività che abbiamo potuto riprendere solo 3 settimane fa, quando finalmente il Commissario di governo ci ha conferito la delega per eseguire i lavori. In queste tre settimane abbiamo già espletato tutte le procedure di affidamento delle progettazioni e dei servizi tecnici, e per diversi lavori sono già pubblicate le gare d’appalto, che andranno avanti con tempi strettissimi. Sceglieremo le imprese che garantiranno il minor tempo di esecuzione dei lavori, quelle imprese capaci di organizzare i cantieri su più turni, a ciclo continuo o quasi. Domani e dopodomani si celebrano la festa di Ognissanti e la commemorazione dei defunti.

 

Su richiesta dei sindaci, ho da giorni emanato un’Ordinanza per disciplinare l’afflusso nei cimiteri e permettere di onorare queste ricorrenze, così radicate nell’animo popolare e nella cultura tradizionale del nostro popolo, nella massima sicurezza possibile. Per questo, ho anche esplicitato il divieto, già contenuto in generale nei provvedimenti del Governo, di organizzare feste, sia pubbliche che private, per celebrare ‘Halloween’, negli ultimi anni importata dalla tradizione anglosassone e ormai molto diffusa soprattutto tra i più giovani. Per raggiungere l’obiettivo di vincere questa terribile sfida che la pandemia ci ha messo di fronte, serve la collaborazione di tutti, a cominciare dai piccoli comportamenti quotidiani di prudenza e corretta profilassi. Sono sicuro che gli abruzzesi continueranno a farlo, perché certi risultati sono anche e soprattutto il frutto della serietà e della determinazione che la nostra gente esprime da sempre nelle situazioni più difficili.

 

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