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I conti in rosso dell’Arpa: Idv chiede indagine conoscitiva

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Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 2:08

arpa_busUn’indagine conoscitiva sulla situazione finanziaria dell’Arpa e sulle ragioni dei ritardi relativi alla mancata fusione delle aziende di trasporto pubblico su gomma.

È quanto chiedono il responsabile regionale dell’Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli ed il consigliere regionale Lucrezio Paolini, che questa mattina ha presentato formale richiesta al presidente della IV Commissione Consiliare Nicola Argirò.

“In un momento così difficile per le famiglie e le imprese” ha spiegato Paolini “vogliamo vederci chiaro, perchè trovo sconcertante che ci sia questo balletto di cifre per milioni di euro sui debiti e i presunti crediti di una delle società partecipate più importanti, con riflessi enormi sui servizi e i costi che i cittadini devono sopportare”.

Rincara la dose il responsabile regionale IdV Alfonso Mascitelli aggiungendo che “l’iniziativa del consigliere Paolini accompagna un altro aspetto molto importante che come Italia dei Valori dovremmo sottoporre ad un esame della Corte dei Conti. Sulla base della legge regionale l’Arpa, al pari della Gtm, avrebbe dovuto presentare entro giugno dello scorso anno un progetto di fusione insieme alla situazione patrimoniale e al tempo stesso un Comitato di Coordinamento, composto anche dall’assessore ai Trasporti, doveva coordinare tutte le operazioni di riordino delle partecipazioni societarie. Chi, come e perché è venuto meno alle prescrizioni e ai tempi della legge regionale? A fronte di un mancato obiettivo di risparmio atteso dalla fusione delle società di trasporto, considerato talmente importante e urgente che l’omissione degli adempimenti previsti costituiva anche una giusta causa per rimuovere i consigli di amministrazione, chi dovrà pagare i maggiori costi e i debiti che si sono cumulati nel tempo? Perché se l’Arpa pensa, per pareggiare i conti, di limitarsi a smantellare società partecipate come Sistema s.p.a., creando soltanto nuova disoccupazione, allora c’è qualcosa che non funziona e che merita chiarezza”.

 

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