martedì, Ottobre 4, 2022
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Fondi per Madonna Carità e dissesto: la soddisfazione di Civicamente Ancarano

Ancarano. Soddisfazione per i due corposi finanziamenti che la Regione Abruzzo ha destinato al Comune di Ancarano.

 

E’ quella che manifesta Pierangela Di Giosia capogruppo di minoranza al Comune di Ancarano.

 

 

La storia è nota. Di recente, attraverso il Masterplan sono stati riconosciuti 300mila euro per la ristrutturazione della Chiesa Madonna della Carità, di proprietà del Comune, interamente costruita in laterizio nel XVIII secolo. Danneggiata dal sisma dell’’Aquila il 6 aprile 2009, a tuttora è ancora interdetta al pubblico.

 

Un’altra importante notizia”, sottolinea la Di Giosia, ” per il nostro territorio è che con Determinazione regionale n. DPC027/21 del 18/04/2016, è stato impegnato l’importo di 1.285.000 euro e quindi definitivamente sbloccato  il contributo concesso  al comune di Ancarano dalla Giunta Regionale PAR FSC 2007-2013, relativo all’intervento “Opere di consolidamento versante nord-orientale interessato da fenomeni di dissesto idrogeologico, a difesa del centro storico di Ancarano”.

Finalmente si potranno appaltare le opere e risolvere anche questo problema”.

 

Ringrazio anche a nome del consigliere Domenico Costantini“, prosegue, ” e naturalmente a tutti i cittadini di l’Assessore Regionale Dino Pepe che, insieme al nostro Governatore Luciano D’Alfonso,  che ha posto, e sicuramente continuerà a porre, un interessamento  sollecito e puntuale sulle criticità del nostro territorio.

Positive  aspettative, attendiamo inoltre,  a seguito del riconoscimento da parte del Ministero dello Sviluppo Economico sul nostro territorio, dell’ “Area di crisi industriale complessa Val Vibrata-Valle del Tronto”, fortemente  voluta dall’Assessore Pepe e dal Presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino. In  attesa che, attraverso bandi e regolamenti, e quindi agevolazioni, le aziende possano risollevarsi e tornare a produrre con conseguente diminuzione della disoccupazione, e chissà che non si possa tornare a riscrivere una nuova storia imprenditoriale che ci ha visti protagonisti negli anni 70/80″.

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