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Tortoreto, pescatori-imprenditori: lo spunto che arriva dal convengo sulla pesca in Adriatico

Ultimo Aggiornamento: sabato, 15 Dicembre 2018 @ 23:06

Tortoreto. Il futuro della pesca in Adriatico? La capacità dei pescatori di trasformarsi in imprenditori e di gestire la risorsa e valorizzarla anche attraverso un marchio che abbini tracciabilità e qualità.

 

Sono stati diversi gli spunti del convegno che si è tenuto in mattinata a Tortoreto (Hotel Villa Elena) tutto dedicato alle dinamiche della pesca in Adriatico, le prospettive future anche alla luce di quelle che le esigenze legate alle direttive comunitarie e alle necessarie attività di sostegno.

Il momento di confronto è stato promosso dallo studio-mare di Tortoreto (di Rosella Di Pancrazio) in collaborazione con l’Unci Agroalimentare. Particolarmente qualificato il tavolo del relatori (i referenti dell’Unci Agroalimentare, Gennaro Scognamiglio e Roberto Lattanzio, l’assessore regionale Dino Pepe e il presidente del Cogevo, Giovanni Di Mattia), preceduti dall’intervento di Claudio Bernetti, comandante della Guardia Costiera di Giulianova. E la mattinata è proseguita analizzando alcune delle dinamiche che investono il settore, e in maniera particolare la pesca alle vongole e del pesce azzurro.

Particolarmente interessante, anche sul piano delle azioni messe in campo, è stata la relazione di Giovanni Di Mattia, che ha condensato il lavoro del consorzio nel corso degli ultimi 4 anni. Dal numero chiuso delle licenze, dalla capacità di gestire e tutelare la risorsa in mare e una serie di aspetti per quanto concerne anche la tutela dei lavoratori sulle imbarcazioni.

Senza dimenticare poi le attività di sperimentazione, spostamento e “semina” delle vongole. E tale attivismo è stato sottolineato, oltre che dai referenti di Unci, anche dall’assessore Dino Pepe, che ha anche toccato il tema della valorizzazione del prodotto. Nel contesto del convegno è intervenuto anche il presidente di OP Pesca, Vincenzino Crescenzi, che ha ricordato le difficoltà che investono gli operatori impegnati nella pesca del pesce azzurro, ma la volontà di avere una visione più ampia, anche nell’ottica di creare un marchio.

 

Nome che già esiste “Il principe azzurro dell’Adriatico”, sul cui lancio si sta lavorando in questo frangente.

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