venerdì, Dicembre 2, 2022
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Tar blocca i lavori della discarica Grasciano 2

grasciano_discaricaIl Tar blocca i lavori per la realizzazione della discarica di Grasciano 2. A presentare il ricorso è stata la Deco relativamente alle procedure seguite per affidare i lavori di realizzazione. Ricorso presentanto contro il Cirsu.

“Con l’ordinanza di sospensione dei lavori della discarica Grasciano 2 emessa dal Tar Abruzzo , depositata il 14 giugno 2012 , si tocca l’apice della cattiva amministrazione in tema di rifiuti. Blocco dei lavori scontato visto le palesi irregolarità nella procedura di attuazione dei lavori. Quel che è stato decantato da alcuni come un nuovo corso virtuoso per Cirsu si è rilevato l’ennesimo fallimento annunciato”. È il commento di Marco Borgatti, portavoce della Federazione della sinistra rosetana, che solleva alcuni quesiti:“Come mai si è andati avanti con un progetto così costoso senza prendere in considerazione l’alternativa offerta dalla cava dismessa di Capracchia come da noi proposto? Perché non adempiere alle raccomandazioni dell’AIA sulle modalità di realizzazione causando di fatto uno stop annunciato ai lavori? Perché i lavori sono stati affidati in forma privata senza nessuna evidenza pubblica?” Domande che secondo Borgatti dimostrerebbero come “le dirigenze si sono mosse rapidamente e senza tener conto della più elementare logica di gestione della cosa pubblica. Ed ecco allora la domanda chiave di tutta questa interminabile vicenda : Chi dovevano accontentare? Di certo non i cittadini ed i lavoratori. I primi costretti a tassazioni elevate con probabili aumenti, i secondi da anni vedono il diritto al lavoro come un sogno sempre più sfocato. Nello scorso consiglio comunale di Roseto si è già anticipato un probabile aumento del 30% della tassazione. Le tasse sono uno strumento della democrazia ed è giusto pagarle. Ma è anche giusto che una classe dirigente e politica causa di una simile distruzione torni a vita privata e lasci spazio a chi guarda l’interesse comune e non ai soliti interessi privati”. La sospensione dei lavori disposta dal tribunale amministrativo è un fattore di poco conto, anche in considerazione di quella che sono le problematiche, in fatto di impiantistica, in provincia. L’udienza di merito sul ricorso è fissato al 10 aprile del prossimo anno.

Il commento dell’opposizione di Mosciano e Bellante. “Avevamo sottoposto tale presunta illegittimità all’attenzione del comando dei carabinieri di Mosciano già in data 5 maggio, unitamente alla segnalazione delle numerose presunte irregolarità riguardo all’avvio dei lavori di sbancamento, per mancata attuazione delle prescrizioni previste nell’Autorizzazione alla costruzione della discarica rilasciata dalla Regione Abruzzo. Ricordiamo che già a settembre c’era stato un tentativo di avviare i lavori in modo non conforme alle leggi, bloccato dalla Regione Abruzzo attraverso formale diffida a seguito del nostro intervento”. Hanno ribadito Emilia Di Matteo (Alternativa per Mosciano), Maria Cristina Cianella e Martini Massimo (Nuovi Orizzonti per Mosciano), Flaviana Pavan, Claudio Di Matteo, Giovanni Pompizii e Sabatino Di Emidio (Uniti si può per Bellante), aggiungendo come “da quasi un anno cerchiamo di mettere in evidenza le problematiche ambientali e paesaggistiche del sito scelto per la discarica Grasciano 2, invitando le istituzioni a valutare la realizzazione di una discarica in una cava dismessa sita in località Capracchia di Notaresco. Invece il CdA di Cirsu incarica un progettista, un RUP, un direttore dei lavori, approva il progetto stralcio per lo sbancamento di Grasciano 2 e affida i lavori direttamente alla ditta proprietaria dei terreni. Il tutto senza aver avviato nessun tipo di procedura ad evidenza pubblica, per cui abbiamo inviato formale richiesta di intervento al Difensore Civico della Regione Abruzzo, all’Autorità per la Vigilanza dei Contratti Pubblici e al Garante per la Concorrenza. Qualche giorno fa è stata convocata a Notaresco una conferenza di servizi tra gli enti interessati e, successivamente, abbiamo assistito ad un susseguirsi di comunicati stampa tra il Presidente del Cirsu Andrea Ziruolo e l’assessore regionale all’Ambiente Di Dalmazio, per il rimpallo di responsabilità sui ritardi e sugli inadempimenti di legge.
Dobbiamo tenere bene a mente, inoltre, che nel dicembre 2011 la Regione ha volturato l’AIA da Sogesa a Cirsu e a marzo 2012 Sogesa ha presentato un ricorso al Presidente della Repubblica contro la Regione per la presunta illegittimità di tale voltura”.
Nel frattempo l’opposizione dei due centri teramani sottolinea come “in questa vicenda è imbarazzante il silenzio dei sindaci,  anche in riferimento ai tanti lavoratori che sono in cassa integrazione e che da mesi aspettano un positivo sviluppo delle vicende legate all’ammodernamento del polo tecnologico e all’avvio della raccolta dei rifiuti porta a porta. Ora c’è da gestire una situazione decisamente compromessa. E chi dovrebbe farlo? chi potrebbe farlo? C’è bisogno di atti da assumere in autotutela per il Cirsu e per tutti i comuni aoci, che restano i primi responsabili delle politiche gestionali del Consorzio e che potrebbero vedere compromessa la propria stabilità economica e finanziaria”.
I partiti di minoranza di Mosciano e Bellantepromettono battaglia nei rispettivi consigli comunali, facendo anche “richiesta di una formale sfiducia dell’attuale CdA”, perchè “i costi di gestione, gli odori di quella discarica e il possibile disastro ambientale lo subiremo tutti noi cittadini e le generazioni future”.

 

Norante chiede la chiusura del Cirsu. “Dopo l’ennesima figuraccia rimediata dal Cirsu a seguito del brusco stop imposto dal TAR con il blocco dei lavori della discarica di Grasciano 2 (adesso chi pagherà i costi finora sostenuti ?) è giunta l’ora di dire la parola fine alla telenovela tragi-comica relativa al Cirsu”. Ha dichiarato il consigliere comunale del Pdl rosetano, Antonio Norante, precisando che “dopo anni di gestione consortile dei rifiuti da parte del consorzio composto dai Comuni di Giulianova, Mosciano, Bellante, Roseto, Morro d’oro e Notaresco, monopolizzata da amministratori nominati dal Pci-Pds-Ds-Pd che ne hanno combinate di tutti i colori accumulando decine di milioni di euro di debiti, è giunto finalmente il momento di voltare pagina, mettere in liquidazione Cirsu e Sogesa e chiudere definitivamente questa vergognosa pagina di spreco di denaro pubblico a danno dei cittadini-contribuenti. Ormai è chiaro che il tentativo attivato in extremis dagli attuali amministratori per salvare il salvabile attraverso l’apertura della discarica di Grasciano2 non potrà essere espletato considerando le azioni legali in corso. Senza dimenticare i costi fissi che sostiene il Cirsu, rappresentati dai compensi agli amministratori, ai dirigenti e agli impiegati, nonostante l’attività sia ormai ferma già da circa tre anni. E’ ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità, soprattutto politiche, considerando che questo carrozzone politico-elettorale-clientelare è stato voluto, gestito e affondato dall’incapacità manageriale dei suoi amministratori e con la complicità politica del principale partito della sinistra rappresentato dal Pci-Pds-Ds-Pd. Dopo le immagini dell’emergenza rifiuti che lo scorso anno interessò anche i nostri Comuni, con l’assegnazione della raccolta e del trasporto dei rifiuti a ditte private si è riusciti a riportare il servizio alla normalità ed ora bisogna accelerare la fase di smantellamento di una delle poche strutture consortili pubbliche che con la gestione dei rifiuti, un vero e proprio affare per i privati, ha dilapidato e si è indebitata per milioni e milioni di euro. Un altro segnale negativo, a dimostrazione dell’attuale situazione disastrosa, è venuto dalla mancata accettazione dell’incarico da parte dei tre liquidatori di Sogesa
nominati nei mesi scorsi i quali, probabilmente, si sono accorti subito dell’impossibilità di riuscire a portare a compimento l’incarico a loro affidato”. Poi
Norante lancia l’appello all’assessore regionale Di Dalmazio “per un immediato incontro con i rappresentanti dei Comuni soci per fare il punto della situazione affinché si possano avviare immediatamente tutte le azioni possibili per chiudere questa triste e costosa vicenda prima che si producano ulteriori ed imprevedibili perdite economiche che rischierebbero di ricadere ancora una volta sui cittadini-contribuenti”.

 

 

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