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Tortoreto, sottopasso via Carducci, da rimuovere due vecchi serbatoi

Ultimo Aggiornamento: sabato, 28 Ottobre 2017 @ 20:33

vecchia_area_di_servizioTortoreto. Serbatoi in disuso, di una vecchia di stazione di servizio Api, dismessa sul finire degli anni ’60, crea qualche rallentamento ai lavori di realizzazione del nuovo sottopasso di via Carducci a Tortoreto. Nessuno ne conosceva l’esistenza, ma durante i lavori preliminari, relativi alla costruzione del nuovo sottopasso ferroviario, sono venuti fuori due serbatoi di una vecchia stazione di servizio, cancellata anche nella memoria dei più anziani, in funzione vicino alla stazione ferroviaria sul lato est.

Le due cisterne sotterranee, ovviamente, andavano rimosse e l’ente ha contattato la compagnia petrolifera per chiedere un intervento di rimozione e di smaltimento delle due “vasche” dove veniva conservato il carburante. Almeno inizialmente, la società petrolifera ha fatto sapere che non ne sapeva nulla, ma poi a supporto delle tesi del Comune di Tortoreto è stata prodotta una foto d’epoca, che ritraeva la vecchia stazione di servizio e grazie al documento fotografico, ora le due cisterne saranno rimosse dall’Api. Nel frattempo, sono iniziati anche i lavori nel tratto ovest di via Carducci, che relativamente alla chiusura delle stradine di accesso laterali (via Carso, via Manzoni e un piccolo tratto di via Carducci), avevano creato proteste tra i residenti. Il sindaco Gino Monti, due giorni fa, ha firmato una specifica ordinanza che impone il divieto di transito e di parcheggio per tutti i veicoli a motoreIMG_3755 (con rimozione forzata) sul lato ovest di via Carducci, dall’entrata della scuola materna e fino alla linea ferroviaria, oltre che su via Carso, via Manzoni e via Pirandello, fino all’innesto con Via Michelangelo. Divieti sono previsti in alcuni tratti anche per i pedoni. Nel frattempo, l’altra grana che aveva caratterizzato l’avvio dei lavori, quella degli espropri, lentamente si va risolvendo. Sul tavolo restano un paio di questioni più spinose (non c’è accordo tra l’indennizzo offerto dal Comune e quello reclamato dai proprietari), una delle quale è finita nelle mani di un legale, che ora avanzerà le richieste ufficiali all’ente.

 

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