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Spoltore, il belvedere intitolato a Giulio Gaist

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Ultimo Aggiornamento: lunedì, 23 Agosto 2021 @ 17:16

Spoltore. Il Belvedere di Spoltore diventa ufficialmente Largo Giulio Gaist: l’inaugurazione è in programma per venerdì 27 agosto 2021, alle 18.30, alla presenza di Maria Antonietta Di Marzio in Gaist.

Lo spazio, realizzato in adiacenza a via Dietro Le Mura, è una piazzetta adibita alla circolazione pedonale e dotata di area giochi per i più piccoli: fino ad oggi è per tutti rimasto semplicemente “il Belvedere” ed era in effetti indicato nella documentazione toponomastica come “da denominare n.88”. Spoltore ha deciso di celebrare un personaggio illustre della medicina, sottolineando le origini della sua famiglia.

Giulio Gaist, ha ricordato il presidente del consiglio comunale Lucio Matricciani, è il luminare del campo più stimato a Bologna dal dopoguerra: “Considerato per un ventennio tra i primi neurochirurghi del mondo, a lui si devono alcune tra le invenzioni più importanti della moderna neurochirurgia”. E’ legato alla città di Spoltore per aver sposato Maria Antonietta Di Marzio, originaria di Spoltore e nipote del professor Quirino Di Marzio, luminare dell’Oftalmologia nato a Spoltore e a lungo Direttore della clinica oculistica dell’Università di Bologna.

Gaist è scomparso nel 2007 a 82 anni: è stato primario di neurochirurgia per 25 anni all’ospedale Bellaria di Bologna. dove ha eseguito oltre 17.000 interventi. Il 5 luglio 1988, il presidente della repubblica Francesco Cossiga gli assegna l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce per meriti scientifici. Nel 1995 ottiene dal Comune di Bologna l’Archiginnasio d’oro, massimo riconoscimento cittadino, per la sua lunga attività medica e per aver contribuito alla nascita della neurochirurgia bolognese. Tra le motivazioni del riconoscimento, la città riconosce a Gaist straordinarie doti di moralità, umanità e dedizione; e uno stile esemplare nel rapporto con il proprio lavoro, con i pazienti e con i colleghi. Protagonista attivo della vita del capoluogo romagnolo, è stato anche uno dei cento soci della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.

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