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Pedaggio asse attrezzato, Tar accoglie ricorso della Provincia di Pescara

Ultimo Aggiornamento: domenica, 29 Ottobre 2017 @ 20:29

asse_attrezzatoPescara. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha accolto il ricorso contro l’aumento del pedaggio autostradale scattato la scorsa estate presentato dalla Provincia di Pescara e finalizzato a far pagare agli automobilisti una quota come pedaggio per l’attraversamento dell’asse attrezzato.

La soddisfazione di Guerino Testa. Già in precedenza il Tar aveva accolto la sospensiva, bloccando di fatto l’aumento dei pedaggi. L’ente provinciale pescarese è stato l’unico in Abruzzo a opporsi al provvedimento del governo.

“Il pronunciamento del Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso della Provincia di Pescara contro l’aumento del pedaggio autostradale, conferma ancora una volta che i nostri dubbi su questo balzello erano più che fondati e che la battaglia che abbiamo portato avanti era pienamente legittima. Proprio per questo non abbiamo alcuna intenzione di fermarci qui. Anzi, siamo pronti a continuare questo percorso, nell’interesse di tutti gli automobilisti che percorrono l’asse attrezzato che collega Pescara e Chieti”. Così il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, commenta la sentenza della prima sezione del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio che ha accolto il ricorso dell’ente (rappresentato dall’avvocato Giorgio Fraccastoro) per l’annullamento del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 giugno 2010 con il quale sono state individuate le stazioni di esazione relative alle autostrade a pedaggio assentite in concessione che si interconnettono con le autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta dell’Anas. “Con la sentenza del Tar Lazio, abbiamo dimostrato che le nostre tesi non erano affatto campate per aria. Anzi, è sufficiente leggere il dispositivo per rendersi conto che il Tribunale amministrativo regionale ha ritenuto fondate le censure messe in evidenza dalla Provincia di Pescara per ciò che riguarda il caso specifico dell’asse attrezzato e ha ritenuto che il decreto governativo impugnato violasse la normativa comunitaria relativa al pedaggio. Mi auguro quindi che nei futuri provvedimenti in materia il Governo e l’Anas tengano conto della strada tracciata in maniera netta dal Tribunale amministrativo del Lazio. Di questo intendo parlare a breve con i rappresentanti del ministero dei Trasporti e con il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, con i quali i contatti sono stati continui, in questi mesi. L’obiettivo è quello di individuare una soluzione che rispetti la legge ma soprattutto rispetti gli automobilisti che percorrono più volte al giorno questa strada. Resto fiducioso, quindi, sull’esito della vicenda, senza nascondere la soddisfazione per il risultato di oggi, considerato che ho avviato la battaglia contro il pedaggio in assoluta solitudine istituzionale”, conclude in una nota.

Il commento di Antonella Allegrino, consigliere provinciale. “Il pronunciamento del Tar del Lazio circa il pedaggio sull’asse attrezzato è la conferma che l’unione fra enti fa la forza. L’accoglimento delle ragioni sollevate dalla Provincia di Roma e da quella di Pescara aprono ora la strada alla vittoria delle ragioni del territorio. Mi auguro che il presidente Testa faccia valere questo traguardo di fronte all’Anas e al Governo e lo usi anche per compattare il centrodestra sul risultato ottenuto, perché il balzello uscito dalla porta aperta dal ricorso al Tar, non trovi il modo di rientrare da una finestra lasciata socchiusa dalla politica, com’è successo di recente al Senato sull’argomento. Contro il provvedimento si erano schierati la Provincia di Roma con ben 41 comuni del Lazio, le Province di Firenze, Rieti e Ferrara, nonché la Regione Toscana, il comune di Fiano Romano e il Movimento dei cittadini. I buoni esempi, a prescindere dall’estrazione politica di chi li pone in essere, se risultano utili al territorio, vanno seguiti, come ha fatto la Provincia di Pescara scegliendo la via del ricorso sulla scia degli altri enti e senza abbassare la guardia, fino a quando l’obiettivo che ci si è prefissi non viene conseguito”.

Le parole di Luigi Albore Mascia. “La decisione odierna conferma la bontà della linea che i governi locali di centrodestra stanno seguendo da giorni con l’obiettivo di evitare l’istituzione del pedaggio, tematica affrontata anche nei giorni scorsi nel corso di un vertice convocato dal Presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, autore del ricorso oggi accolto dal Tar del Lazio, con i Comuni di Chieti e San Giovanni Teatino, la Provincia di Chieti e le Camere di Commercio di Chieti e Pescara con l’obiettivo di creare un’interlocuzione seria tesa a verificare gli strumenti a nostra disposizione per obliterare completamente l’iniziativa o tentare di individuare dei correttivi efficaci come l’esonero per i residenti e gli sconti per gli usi frequenti. Ovviamente siamo tutti contrari al balzello che rappresenta un danno non solo per Pescara o Chieti, ma per l’Abruzzo intero e nei giorni scorsi ho sollecitato maggiore attenzione e incisività sulla problematica, un invito rivolto a tutti i nostri parlamentari, dunque non solo quelli del Pdl perché credo che al di là delle azioni estemporanee di un senatore Legnini o di un senatore Mascitelli, ci sia bisogno di fare gruppo, di fare quadrato per individuare la soluzione più idonea. Spesso gli amministratori locali restano con il cerino acceso in mano, ma è chiaro che in questo caso la determinazione degli eventi non dipende dal singolo sindaco o dal presidente della Provincia, ma da chi ha responsabilità più elevate. Per tale ragione, al termine del vertice, abbiamo inoltrato una richiesta di incontro al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteoli, ma anche al Presidente dell’Anas”.

“La sentenza odierna – ha aggiunto il coordinatore provinciale Sospiri – rafforza le nostre ragioni e attribuisce maggiore credibilità all’interlocuzione aperta con il Ministro Matteoli, al fine di evitare o, in alternativa, di ridurre l’impatto negativo che il pedaggio avrà sull’area metropolitana. Quella sentenza soprattutto resta un atto concreto fatto contro un balzello ingiustificato: il centro-destra e il Pdl continueranno a combattere e a ottenere i risultati; il Pd continuerà a richiedere quei risultati affacciato a una finestra e attuando iniziative folkloristiche”.

 

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