Per una persona con autismo anche il semplice accesso in un reparto può essere complesso. Il racconto

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Ultimo Aggiornamento: martedì, 20 Aprile 2021 @ 17:19

Recentemente, presso il Day Surgery dell’Ospedale S. Salvatore all’Aquila, abbiamo fatto la pre-ospedalizzazione di Virginia in vista di un ricovero programmato per cure dentarie per pazienti non collaboranti.

 

Dopo diversi mesi di attesa siamo stati contattati per le operazioni preliminari necessari per l’intervento in anestesia generale.

Tra gli esami previsti vi è il prelievo del sangue.

Ora, fare il prelievo del sangue in un paziente come Virginia, per l’appunto non collaborante, è un’esperienza a dir poco segnante, sia per il paziente sia per i sanitari ed ovviamente anche per i genitori. Ogni volta è necessario spiegare l’unica modalità possibile per estrarre il sangue dalla vena di Virginia, ossia sdraiata su un lettino con alcune persone intorno tra operatori sanitari e genitori, stavolta eravamo in cinque: 3 infermiere e noi due genitori.

In vista del richiamo del vaccino anti-covid ci è stato chiesto di fornire, prima del giorno previsto (27 aprile 2021) per il richiamo, il titolo anticorpale covid di Virginia, ovvero il test sierologico quantitativo che ricerca e dosa contemporaneamente le classi di immunoglobuline IgG e IgM. Il test sierologico in parola si esegue con prelievo venoso.

Visto quanto sopra la cosa più semplice sarebbe stata effettuare la ricerca del titolo anticorpale covid quantitativo col sangue prelevato in questa occasione. L’abbiamo dunque segnalato e ben spiegato a chi stava eseguendo il prelievo, inizialmente abbiamo ricevuto un diniego ma poi la situazione è stata compresa e ci era stato assicurato che avremmo avuto anche questo risultato necessario per capire se effettuare o meno la seconda dose di vaccino anti-covid a Virginia. Purtroppo, abbiamo appena scoperto che è disponibile solo il risultato qualitativo, quello che si può fare anche con una sola goccia di sangue, persino a casa propria! Ci sembra sinceramente una beffa, per giunta ai danni di un paziente fragile e non collaborante.

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Per Virginia e per i genitori si prospetta ora una nuova giornata di fuoco per eseguire un ulteriore prelievo a distanza di pochi giorni dal suddetto per decidere cosa fare il 27 aprile!

Per chi è stato disattento cosa si prospetta invece? Nulla, un bel nulla, la sua esistenza prosegue come nulla fosse. Occorre essere molto più attenti, scrupolosi perché dalle nostre azioni o non azioni dipende la serenità di altre persone. Non siamo isole, siamo tutti legati da un sottilissimo filo, non dimentichiamolo.

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Ennesimo esempio di follia amministrativa che considera tutti uguali gli utenti. Per una persona con autismo anche il semplice accesso in un reparto può essere complesso.

Ripetere un prelievo è un dramma che appena possibile proveremo a documentare. Da anni Autismo Abruzzo onlus rivendica l’attivazione di servizi dedicati alle persone con bisogni complessi e non collaboranti. Non è possibile attendere settimane o mesi per la cura di un dente, non è possibile rispettare norme di accesso e procedure pensate per pazienti collaboranti. Occorre avviare con urgenza un rinnovamento nelle modalità di accesso alle attività sanitarie. I pazienti autistici non collaboranti devono fruire senza complicazioni di tali servizi e gli addetti devono essere preparati a tutto questo.

 

 

 

 

 

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