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Sbarca a Venezia il film su Flaiano di Davide Cavuti

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Ultimo Aggiornamento: venerdì, 3 Settembre 2021 @ 21:42

«Un marziano di nome Ennio» del regista e compositore Cavuti sarà presentato al Lido di Venezia il 6 settembre alle ore 10 con l’«Istituto Luce Cinecittà» presso l’«Italian Pavilion»

Pescara. Il docufilm dedicato a Ennio Flaiano scritto e diretto dal compositore e regista Davide Cavuti sarà in anteprima nazionale alla 78ª «Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia» lunedì 6 settembre alle ore 10 presso l’«Italian Pavilion»: oltre al regista, interverranno l’attrice Maria Rosaria Omaggio, Gabriele Antinolfi, direttore della «Biblioteca Luigi Chiarini» del «Centro Sperimentale di Cinematografia», Federico Savina, docente alla «Scuola Nazionale di Cinema» e alcuni protagonisti del cast.

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«Un marziano di nome Ennio» è ispirato alla vita e alle opere del celebre sceneggiatore pescarese: nel cast sono presenti Massimo Dapporto (Ennio Flaiano); Michele Placido (Vittorio De Sica), Mariano Rigillo (Federico Fellini), Pino Ammendola (Peppino Amato), Lino Guanciale (un giornalista ispirato alla figura di Carlo Mazzarella); completano il cast Edoardo Siravo, Debora Caprioglio, Maria Letizia Gorga, Annalisa Favetti, Angelica Cacciapaglia.

Il soggetto e la sceneggiatura del film sono firmati dallo stesso Davide Cavuti, che si è liberamente ispirato alla vita e alle opere dello sceneggiatore e scrittore pescarese; fanno parte del progetto Matteo Veleno (fotografia), Annalisa Di Piero (scenografia e costumi), Antonio Quattromani (trucco), Valentino Antinolfi (fonico in presa diretta), Emanuele D’Ancona (assistente alla regia), Pietro Nissi (collaboratore e fotografo di scena). La colonna sonora del film è dello stesso Cavuti ed è stata registrata negli studi “Arts Factory” a Teramo. Le riprese del film si sono svolte a Roma, Fregene e Pescara.

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Davide Cavuti torna per la quinta volta alla «Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia», dove aveva presentato i suoi lavori da regista «Un’avventura romantica» (2016), «Preghiera» (2017), «Lectura Ovidii» (2019) e, precedentemente, nella veste di compositore di alcune musiche del film «Vallanzasca – gli angeli del male» (2010) diretto da Michele Placido; la produzione è di «MuTeArt Film» e «Fondazione Pescarabruzzo», con la collaborazione della «Biblioteca Luigi Chiarini» del «Centro Sperimentale di Cinematografia». Per raccontare il celebre sceneggiatore italiano, sono interventi, inoltre, Enrico Vanzina, Giuliano Montaldo, Paola Gassman, Maria Rosaria Omaggio, Masolino D’Amico, Giuseppe Rosato.

«Sono felice e onorato di poter presentare in anteprima il mio lavoro su Ennio Flaiano, un genio assoluto della cultura italiana. Devo ringraziare tutti quelli che hanno collaborato al film, il cast artistico e tecnico: questo film completa il mio percorso nel mondo flaianeo dopo il cine-concerto “Flaiano in musica”, che avevo messo in scena nel 2016, e lo spettacolo teatrale “Non svegliate lo spettatore” del 2020» – ha dichiarato il maestro Davide Cavuti – «Flaiano scriveva: “Appartengo alla minoranza silenziosa. Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? È improbabile”. È un pensiero ancora molto attuale» – conclude Cavuti – «Il lavoro è ispirato alla sua vita e ai suoi capolavori ed è stata per me un’occasione unica».

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«Sono onorato di interpretare uno dei più grandi intellettuali italiani nel film di Davide Cavuti» – ha commentato Massimo Dapporto che nel film interpreta Ennio Flaiano – «Il docufilm su Flaiano è un omaggio ad uno scrittore fantastico: mi sono trovato molto bene ad interpretarlo. È un viaggio suggestivo nel mondo del cinema di quegli anni. Ringrazio l’intera troupe e in particolar modo il regista Davide Cavuti, sempre pronto alla collaborazione nell’accettare le proposte ritenute valide e nel farmi trovare a mio agio in ogni scena che abbiamo girato».

Ennio Flaiano ha firmato alcune delle più belle sceneggiature della storia del cinema per film diretti da Federico Fellini quali «I vitelloni», «La strada», «Le notti di Cabiria», «La dolce vita», «8 ½ » e anche per altri registi quali Alessandro Blasetti («Peccato che sia una canaglia», «La fortuna di essere donna»), Steno Monicelli («Guardie e ladri»), «La notte» di Michelangelo Antonioni, «La decima vittima» di Elio Petri.

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Davide Cavuti, laureato in ingegneria elettrica è, inoltre, attivo come compositore e regista; ha vinto il «Premio Flaiano» nel 2017 per la regia del film «Un’avventura romantica» e il riconoscimento internazionale «Award of Excellence», nel 2019, a Toronto per il film «Lectura Ovidii»; come compositore cinematografico e teatrale ha scritto per film e spettacoli diretti da Michele Placido, Ugo Pagliai, Edoardo Leo, Pasquale Squitieri, Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Flavio Bucci, Lino Guanciale, Paola Gassman, Giorgio Pasotti. Sin dalla sua fondazione, è direttore del «Centro Studi Nazionale Cicognini» per la musica applicata.

(Foto gentilmente concesse da Pietro Nissi per MuTeArt Film).

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Breve nota sul regista
Davide Cavuti, laureato in «Ingegneria Elettrica», è un compositore cinematografico e teatrale per i registi Michele Placido, Pasquale Squitieri, Giorgio Albertazzi, Arnoldo Foà, Lino Guanciale, Giorgio Pasotti, Edoardo Leo, Marco Bocci. Ha collaborato con Ennio Morricone, Luis Enriquez Bacalov, Nicola Piovani e, nel 2017, ha ricevuto il «Premio Carlo Savina» per la musica da film. Attivo anche come regista, ha vinto il «Premio Flaiano» 2017 per la regia del film «Un’avventura romantica» e il riconoscimento «Award of Excellence» a Toronto, all’«ICFF Festival» per «Lectura Ovidii». Sin dalla sua fondazione, è direttore del «Centro Ricerche e Studi Nazionale Alessandro Cicognini», istituzione di musica applicata alle immagini. Nel 2019 ha pubblicato il libro «Le Vite». Dal 2018, è direttore della «Società Italiana della Scienza e dell’Ingegneria» presieduta dallo scienziato Antonino Zichichi e docente del corso professionalizzante di «Elementi di Ingegneria del miglioramento continuo» all’«Università degli Studi dell’Aquila».

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