Con questi contributi si ottiene un rimborso nella busta paga di luglio: ecco quali sono

Tutti i contributi che permettono di ottenere un rimborso nella prossima busta paga prevista per luglio. Quali sono e cosa bisogna fare.

Con l’arrivo dei contributi facoltativi sempre deducibili, l’Agenzia delle Entrate fornisce importanti chiarimenti in merito alla possibilità di ottenere un rimborso nella busta paga di luglio. Il tutto è stato reso chiaro attraverso la risposta interpello n. 482 del 19 ottobre 2020, che ha contribuito a sciogliere i dubbi derivanti da precedenti orientamenti contrastanti, come la Sentenza di Cassazione n. 436/2017.

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Con questi contributi si ottiene un rimborso nella busta paga di luglio: ecco quali sono-Abruzzo.cityrumors.it

Nel caso specifico, la richiesta di chiarimenti è giunta da un ente pubblico a nome di numerosi dipendenti, riguardante la deducibilità dei contributi previdenziali versati volontariamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza. In base all’articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR, è possibile dedurre tali contributi dal reddito complessivo, compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi maturati presso altre gestioni previdenziali.

Contributi per il rimborso nella busta paga di luglio

La Risposta interpello sottolinea che sono deducibili i versamenti per qualsiasi causa, come ad esempio il riscatto del corso di laurea, la prosecuzione volontaria del versamento dei contributi dopo l’età pensionabile o la ricongiunzione di periodi assicurativi da altre gestioni previdenziali obbligatorie. Contrariamente a quanto sostenuto dal richiedente, la sentenza di Cassazione n. 436/2017 riguarda la determinazione dell’indennità di buonuscita e non la deducibilità dei contributi previdenziali facoltativi.

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È importante sottolineare che questi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate consentono ai contribuenti di avere maggiore chiarezza sulla possibilità di dedurre i contributi previdenziali versati volontariamente, garantendo così un risparmio fiscale significativo. Con questi contributi facoltativi sempre deducibili, i lavoratori possono ottenere un rimborso nella busta paga di luglio, contribuendo a migliorare la propria situazione economica e previdenziale.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la sentenza della Cassazione citata non riguarda direttamente la deducibilità dei contributi previdenziali facoltativi, ma piuttosto la determinazione dell’indennità di buonuscita secondo quanto previsto dall’articolo 19, comma 2-bis del TUIR. La funzione dei contributi versati volontariamente per servizi pre-ruolo ammessi a riscatto è quella di ottenere il riconoscimento normativo di un’anzianità convenzionale e non di sottrarre alla normale imposizione fiscale l’indennità di buonuscita.

Questi chiarimenti sono di fondamentale importanza per i lavoratori che decidono di versare contributi previdenziali volontariamente, consentendo loro di avere maggiore chiarezza sulle modalità di deduzione fiscale e di ottenere tutti i benefici previsti dalla normativa vigente.

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