Il tema dell’aumento della pressione fiscale nella nostra regione continua a tenere banco. E l’ultima mossa della regione crea tensione nella maggioranza
Continuano le tensioni nella maggioranza guidata dal presidente Marsilio. Il governatore ormai da tempo è al lavoro per trovare una soluzione alla cosiddetta manovra anti-deficit della sanità. La Regione deve coprire un buco presente in quel settore e la decisione presa in un primo momento era quella di alzare le tasse ai cittadini. Una scelta che ha procurato diverse polemiche e proteste da parte anche dei sindaci.
Nelle ultime ore, però, un nuovo cambio di programma. La Regione ha deciso di cambiare la manovra portando una novità molto importante, ma destinata a creare delle grandi tensioni all’interno della maggioranza. La Lega ha fatto sapere di volere prima un nuovo vertice tra i partiti che sostengono Marsilio e solo dopo dare il via libera al provvedimento. Insomma, la strada continua ad essere in salita e toccherà al governatore trovare una soluzione che accontenti tutti e non porti ad una spaccatura all’interno del suo esecutivo.
C’è da dire che non è solamente la Lega abruzzese a non condividere la scelta del presidente Marsilio. Stando alle ultime indiscrezioni, anche Forza Italia si sarebbe detta dubbiosa sulle mosse decise dalla giunta tanto da arrivare ad un sì, ma comunque condizionato ad alcuni aspetti. Il Carroccio non ha mai realmente aperto al via libera e chiesto un incontro prima di arrivare al voto finale proprio per evitare qualsiasi tensione.
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Ma qual è la modifica che tanto sta facendo discutere? Secondo le informazioni che si hanno a disposizione, il presidente Marsilio ha optato per un cambio un po’ a sorpresa per andare a ricoprire il buco presente nella sanità. Ovvero si è deciso di abbassare le tasse per le persone più in difficoltà e alzarle per il ceto medio.
Un qualcosa che, al momento, non trova il via libera dell’intera maggioranza. Forza Italia, nonostante i dubbi, ha comunque aperto al via libera al provvedimento a determinate condizioni. La Lega, che da sempre è la voce del ceto medio, dice no e chiede un incontro per arrivare ad un compromesso. La strada è in salita e potrebbero esserci ulteriori modifiche per accontentare un po’ tutti.