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Atri, più tecnologia nell’archivio comunale: patrimonio più fruibile

L’archivio comunale di Atri si presenta al pubblico completamente rinnovato e riordinato con l’aggiunta di strumenti tecnologici preziosi per il suo funzionamento come pc, hard disk, scanner di libri antichi e stampante.

Si tratta di un lavoro meticoloso e puntuale portato avanti nei mesi scorsi dall’Ufficio Cultura in collaborazione con i ragazzi del servizio civile, alcuni volontari come il direttore della Riserva Regionale Oasi WWF di Atri, Adriano De Ascentiis, e con la supervisione della responsabile dell’area Paola Di Crescenzo.

“L’archivio comunale di Atri – come si legge sul sito pergameneatri.it – ha subìto nel tempo numerose dispersioni. Una delle cause note è rappresentata dai tumulti del 1906, nel corso dei quali parte della documentazione più antica fu data alle fiamme. Un’altra causa di dispersione può essere imputata ai ripetuti trasferimenti subiti dall’archivio nella seconda metà del sec. XX: la documentazione ritenuta più preziosa, le pergamene e alcuni registri, è passata fra il 1965 e il 1996 dalle stanze del municipio alla biblioteca municipale e successivamente alla biblioteca capitolare, per essere infine riunita all’archivio comunale. Nello stesso periodo la gran parte dell’archivio veniva distribuita fra diversi locali della sede municipale, palazzo Acquaviva, per lo più in condizioni di grande disordine e cattiva conservazione, aggravate dai lavori di ristrutturazione del palazzo avviati nei primi anni ’90. In tale circostanza le carte di vari uffici, fra cui l’ufficio tecnico, vennero portate negli edifici ex ONMI ed ex carcere, mentre solo a lavori iniziati si è provveduto al trasferimento nei locali dell’ex liceo classico “Luigi Illuminati” di vari spezzoni di documentazione superstite che emergevano via via. In questa sede, fra il 1995 e il 1998, è stato eseguito un nuovo riordinamento dell’archivio storico, che ha ripristinato e proseguito l’ordine attribuito alle carte nel precedente intervento, risalente alla metà del sec. XX, attribuito al segretario Emidio Mattucci e registrato in un inventario. La porzione d’archivio allora trattata era stata strutturata secondo il sistema di classificazione per categorie e classi stabilito dalla circolare “Astengo” del 1897, applicato anche alla parte antecedente all’emanazione della circolare, con l’esclusione della documentazione più antica. Nel 1999, al termine delle attività di riordino, l’archivio è stato riportato al palazzo d’Acquaviva”.

“Dopo la digitalizzazione delle pergamene dell’anno scorso – commenta l’Assessora alla Cultura del Comune di Atri, Mimma Centorame – questo nuovo intervento rende ancora più fruibile il nostro patrimonio sia ai fini della consultazione che della sua conservazione. Ringrazio tutti coloro che a vario titolo hanno reso possibile questo lavoro e in particolare i ragazzi del servizio civile e dei volontari, volenterosi e consapevoli dell’importanza dei loro sforzi”.