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Teramo, la Sala San Carlo riapre nel segno dell’Unità

Teramo. A quasi due anni dal terremoto che ha portato alla sua chiusura temporanea, è stata riaperta oggi la Sala San Carlo del Museo Archeologico di Teramo. “La vera identità e il valore della Patria” ha detto il sindaco Maurizio Brucchi “sono dati dalla cultura. E questa Sala è il simbolo dell’identità culturale della nostra città. Un ringraziamento particolare va alla Fondazione Tercas per il suo contributo, come sempre, fondamentale (110mila euro, ndr)”.

Una riapertura che acquista un doppio valore, considerata la concomitanza con le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, che vedranno la Sala San Carlo protagonista. E nell’occasione, il sindaco Brucchi e il presidente del Consiglio Comunale Angelo Puglia hanno voluto presentare una pubblicazione che ripercorre la storia della Sala Consigliare, recentemente restaurata. “E’ solo il primo volume sui luoghi storico-culturali della nostra città” ha precisato il primo cittadino “il prossimo si focalizzerà proprio su questa Sala”.

E in attesa di restituire alla città anche l’Archivio storico, al momento dislocato a Mosciano, Brucchi ha voluto ribadire l’impegno dell’amministrazione comunale a favore della vocazione culturale teramana. “E’ bene che ci siano contrapposizioni politiche, ma sempre nel segno comune dell’interesse della città. E questo a Teramo non avviene per strumentalizzazioni varie. Ma solo se lavoriamo insieme questa città potrà crescere”. E nel segno dell’Unità, appuntamento a mezzanotte in piazza Martiri per ammirare il tricolore illuminato e domani, sempre in piazza, tutti “armati” di bandierine per rendere omaggio ai 150 anni della Nazione unita.