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Covid, un anno fa a Teramo iniziava la campagna vaccinale

Esattamente un anno fa iniziava proprio dalla Asl di Teramo con il “Vaccino day”, la campagna vaccinale in Abruzzo.

Nel centro allestito all’ospedale di Teramo vennero vaccinati 25 operatori sanitari per ogni Asl d’Abruzzo, con le dosi consegnate dall’esercito nelle mani del direttore generale Maurizio Di Giosia.

Da allora la Asl di Teramo ha somministrato ai cittadini 557mila dosi. In particolare, su una popolazione di 287.495 soggetti da vaccinare in provincia sono state inoculate 243.625 prime dosi (all’84,74% della popolazione), 227.743 seconde dosi (al 79,22% della popolazione) e 85.654 terze dosi. Scendendo nel dettaglio delle categorie per età, è stato vaccinato il 99% della fascia 16-19 anni e il 94,82% degli over 90.

“Teramo è stata fra le prime città ad aver vaccinato il personale della scuola”, dichiara il direttore generale Di Giosia, “da allora si è sviluppata, dapprima nel solo centro vaccinale del Mazzini, una campagna su larga scala svolta con personale dipendente della Asl, che ha comportato sacrifici sia in termini di tempo che economici. Il coinvolgimento dei sindaci dei 47 Comuni, in qualità di autorità sanitarie, ha poi consentito di avere locali e personale amministrativo per facilitare le operazioni. E quindi ecco l’apertura degli hub principali in Val Fino, a Colonnella, Giulianova e Atri, che si sono aggiunti a quello di Teramo, unico esempio a livello nazionale all’interno dell’Università, grazie alla collaborazione del rettore. Un hub che è stato inaugurato dal ministro della salute Roberto Speranza, che ne ha lodato l’organizzazione”.

L’anno dei vaccini è proseguito poi con il camper messo a disposizione dalla Asl che per tutto il periodo estivo ha “battuto” i 7 centri costieri facendo vaccini e tamponi. Infine questa seconda fase: non ci sono più i grandi hub e sono entrati in campo come protagonisti i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le farmacie, con un ruolo importante della Asl nelle attività di coordinamento e vaccinazione.

“Non posso che dirmi soddisfatto”, commenta il direttore generale Di Giosia, “di quello che è riuscita a mettere in campo la Asl, che spesso si è contraddistinta per numeri e organizzazione. Il fatto di aver abbondantemente superato l’80% di popolazione vaccinata ha messo al riparo i cittadini e in sicurezza i nostri ospedali che ancora oggi vedono una “pressione” non troppo elevata. Certamente guardiamo con attenzione e, non nego, con un po’ di preoccupazione all’immediato futuro, in quanto non abbiamo ancora raggiunto il picco dei contagi. L’auspicio è che tutti i sacrifici non vengano vanificati da comportamenti poco responsabili di chi non applica le misure di sicurezza. Nel contempo torno a invitare chi non si è ancora vaccinato a farlo, per la sicurezza sua e di chi lo circonda. Un ringraziamento va poi al nostro personale e alla Protezione civile: in questo anno sono stati preziosi, ricoprendo un importante ruolo sociale, nello svolgimento della campagna vaccinale”.